Idee e Notizie
Mar 13

Covid 19

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Non posso più stare zitto, certe cose non si possono più tacere, mi ero fatto il proposito di non commentare, ma penso che si sia oltrepassato ogni limite, qualche riflessione girata alla teste pensanti che mi leggono non può più essere rimandata, non sono un medico, ma alcuni semplici ragionamenti e valutazioni dei fatti li possiamo fare benissimo tutti.

Ci troviamo di fronte ad una malattia, ma come si combatte una malattia? Ci sono solo due modi: la prevenzione e la cura! Adesso penserete che ho scoperto l’acqua calda, questa è una cosa talmente ovvia da non scrivere nemmeno. Ma se questa affermazione è così ovvia, come mai i grandi sapientoni che combattono contro questa malattia, hanno pensato e pensano solo alla prevenzione (del contagio) e non alla cura? In attesa del vaccino, che è arrivato dopo un anno, non si poteva intensificare le cure per evitare gli esiti fatali della malattia?

Eppure la cura c’era, e sembra anche molto efficace, ci sono medici che ci dicono che attuando la cosiddetta “terapia domiciliare precoce”, sono riusciti ad evitare l’insorgere della polmonite interstiziale o a farla regredire, in modo da evitare il ricovero del paziente in ospedale o in terapia intensiva, portandolo ad una rapida guarigione senza gravi conseguenze, ma, a quanto pare, questa cura non interessa a nessuno dei grandi sapientoni che dirigono la sanità italiana.

Ci sono stati che hanno privilegiato l’economia a scapito della salute e altri che hanno privilegiato la salute a scapito dell’economia, l’Italia ha raggiunto entrambi gli obiettivi: ha avuto il massimo numero di morti a fronte di un grandissimo danno dell’economia!

È chiaro che, a fronte di una pandemia con un conseguente alto numero di malati, è d’obbligo privilegiare le cure domiciliari per evitare che si intasino gli ospedali, ma anche questo non è stato fatto, i malati sono stati spesso abbandonati a se stessi.

Sono stati fatti lockdown e chiusure a raffica, ma abbiamo notato che sono serviti a poco o a niente, visto che dopo un anno siamo ancora punto e a capo. Ci siamo accorti che il virus scorre come un fiume e il lockdown è come una diga, lo puoi fermare o rallentare, ma solo per un po’, poi quando riapri la diga, perché non puoi tenerla chiusa per sempre, ecco che il fiume riprende a scorrere come prima o più di prima. Così il virus, finito il lockdown, riprende a diffondersi, non solo, abbiamo capito anche che le chiusure ne ritardano la diffusione, ma gli allungano la vita e moltiplicano la possibilità di mutare.

E allora cosa si doveva fare? Si sarebbe dovuto puntare sulle cure, più che sulle chiusure, per evitare ospedalizzazioni e decessi, ascoltare i medici di base che riuscivano a curare con successo i propri pazienti, non ignorarli e diramare protocolli di cura inefficaci e/o sbagliati. Purtroppo così è stato fatto e così si continua a fare! Quante persone si sarebbero potute salvare con cure precoci ed adeguate? Sicuramente migliaia di persone e sicuramente si sarebbero potuti limitare i danni economici ed evitare di rovinare una moltitudine di persone ed imprenditori costretti a tener chiuso.

Io mi chiedo, perché le procure non indagano sulle mancate cure o sulle indicazioni di cura sbagliate invece che indagare solo sulle chiusure? Posso capire che all’inizio ci sia stata un po’ di confusione, ma dopo un po’ basta solo guardare i dati statistici per capire quali cure funzionano e quali no, non ci vuole un genio per comprendere questa semplice cosa, eppure anche questa semplice cosa non è stata fatta e non viene fatta tutt’ora.

 Forse alcune regioni stanno cambiando adesso, meglio tardi che mai, ma ci sarà qualcuno che pagherà per questi errori dolosi o colposi dello stato italiano? Quale sia la motivazione di un comportamento del genere così al di fuori di ogni qualsiasi buon senso? Non so se mai arriveranno risposte a queste domande, sappiamo solo che ci troviamo di fronte  a provvedimenti sbagliati e a cure sbagliate di uno stato sbagliato! Liberiamocene quanto prima!

Cordiali saluti

Francesco Falezza

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Set 26

 

Non so se sono il solo ad averlo notato, ma il voto delle elezioni appena fatte presenta una doppia personalità.

 

Il referendum sulla riduzione dei parlamentari, con la netta vittoria dei si, ci fa vedere un voto nettamente contro la casta dei politici, direi quasi un odio. Sentiti tanti elettori, mi hanno confermato che proprio l’odio verso questa casta li mossi a votare si.

 

Anche se razionalmente hanno capito che la riduzione comporterà la quasi impossibilità a nuove forze politiche di entrare in parlamento e renderà impossibile o quasi, che partiti territoriali vengano rappresentati a Roma; cioè l’elettore generalmente ha capito che questa riduzione comporterà un ulteriore arroccamento della casta su sé stessa e che le riforme che arriveranno, se arriveranno, non saranno quelle che tutti aspettano, ma lo stesso ha votato si, mosso dall’odio verso la politica e la classe dirigente.

 

Ma così come la maggior parte ha votato al referendum mossa dall’odio contro il sistema, nel voto regionale ha manifestato una diversa personalità, comportandosi invece a favore del sistema. Cioè proprio quando questo odio poteva concretizzarsi con una scelta al di fuori degli schemi, quando si sarebbe potuto mandare un messaggio forte di cambiamento, invece no, l’elettore ha scelto di rimanere fedele al sistema di potere; infatti hanno preso voti solo il centro destra e il centro sinistra, tutti gli altri tagliati fuori.

 

In pratica il comune sentimento che ha espresso il cittadino è di una forte avversità verso la classe politica, specie quella che sta più in alto… ma, purtroppo, il risultato ha ottenuto l’effetto contrario cioè una casta politica ancora più forte e più lontana dai cittadini.

 

Io spero che i cittadini capiscano che se si vuole cambiare qualcosa è necessario votare forze politiche nuove, è necessario interessarsi di politica per capire quali sono le proposte valide e quelle farlocche, per distinguere le liste civetta da quelle serie.

 

Dobbiamo fare anche autocritica e formulare un progetto nuovo, una proposta credibile e seria, dobbiamo trovare il modo di farla arrivare a tutti e che sia ben spiegata in modo che possa essere ben compresa. Avanti si continua! Mettiamoci al lavoro, adesso è necessaria un’assemblea costituente che concretizzi il lavoro fatto finora e che possa portalo avanti unendo per sempre tutte le forze venete che lavorano per la nostra libertà e che condividono il nostro progetto.

Francesco Falezza

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Set 17

L'autonomia è un'astuta bugia!


Dal 2001 la costituzione ha messo le regioni sullo stesso piano dello stato devolvendo un sacco di materie (art. 114 e seguenti) anche ribadendo e consolidando l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa, che era già in costituzione dal ’48! (art. 119) Forse non sapete che il  cosiddetto "federalismo fiscale” è in costituzione da quasi 20 anni!! I trasferimenti dello stato sono incostituzionali!!

Dal 2001 si sono alternati nei governi sia la destra (con la Lega) che la sinistra e nessuno, ripeto nessuno, ha mai applicato il dettato costituzionale, ma quali ulteriori forme di autonomia? (art. 116) Se non hanno mai nemmeno assegnato alle regioni quello già previsto!! (art.117)

Adesso tutti costoro ci vengono a dire che vogliono e che faranno l’autonomia, ma c’è ancora qualcuno che gli crede? Va bene essere ingenui e creduloni… ma se vent’anni non sono bastati, voi pensate che faranno tutto adesso? Ma ci credete davvero? Non siete stanchi di farvi prendere in giro?

E le regioni cosa hanno fatto? Solo qualche leggina e qualche ricorso qua e là. Forse non era il caso di fare conferenze stampa a raffica, spiegare ai cittadini che siamo di fronte a una illegalità istituzionalizzata praticata dalle più alte cariche dello stato, corte costituzionale compresa?

Sono passati più di mille giorni dal referendum sull’autonomia senza alcun risultato e senza nessun’altra iniziativa, niente! Abbiamo capito che l’autonomia è solo un’astuta bugia per prendere voti e ingannare l’elettore!

Ma come potete pensare che partiti nazionali italiani (Lega, Pd, FI, 5 Stelle, FdI, IV ecc. ecc.) possano togliere soldi al bilancio centrale e rinunciare a tante mangerie per lasciarli dove vengono prodotti? Non mi pare il caso di continuare a chiedere l’autonomia, perché, chi lo fa o è un povero ingenuo o vi sta prendendo in giro!

Viste le condizioni economiche e il debito della repubblica italiana è impensabile che partiti nazionali italiani concedano alle regioni o a particolari territori qualsiasi forma di autonomia, solo se noi li obbligheremo succederà!

Solo se un partito indipendentista, come il nostro, prenderà forza, forse otterremo qualcosa, per questo ci siamo, unico baluardo e unica speranza per l’autogoverno, per la democrazia e per la libertà del nostro popolo!

 Alle prossime elezioni regionali Vota Partito dei Veneti e, se sei residente in provincia di Verona, scrivi Falezza!

Ciao, grazie per l’attenzione

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Set 12

 

Come avrete ben capito, sto parlando del referendum  costituzionale sulla riduzione dei parlamentari. È un tema scomodo e, come candidato alle regionali, dovrei lasciar perdere per opportunismo politico, perché parlando rischio solo di perdere qualche voto. Ma non posso, preferisco fornire qualche notizia in più in modo che il voto sia il più possibile consapevole e ragionato.

 

La tentazione di votare SI è forte, solo per il fatto di lasciare a casa quattro cialtroni! Però, ragionandoci su e andando a vedere le conseguenze della forte riduzione dei parlamentari, ho capito che sotto, sotto, alla fine c’era la solita fregatura.

 

La prima conseguenza sarebbe che, per nuove forze politiche, sarebbe quasi impossibile riuscire ad entrare in parlamento e così si tolgono dalle scatole possibili nuovi futuri rompiballe. La seconda, ancora più grave della prima, sarà impossibile o quasi impossibile per i partiti territoriali avere una rappresentanza in parlamento, e cosìsi tolgono dalle scatole i rappresentanti del territorio, soprattutto quelli del nostro territorio. Le riforme di contorno di cui si parla (sbarramento al 5% o maggioritario) completano il quadro di cambiamenti che vanno contro la rappresentatività dei cittadini, cioè invece di avvicinare la politica ai cittadini la allontanano!! E sono tutti d’accordo!

 

La riduzione dei parlamentari è l’esca avvelenata per indurre i cittadini a votare si, il vero scopo è togliersi dalle scatole possibili nuovi futuri rompiballe e togliere rappresentanza ai territori. Dopo aver eliminato le preferenze, dopo aver fatto collegi uninominali e liste bloccate senza primarie, adesso ci propinano un sostanziale taglio di democrazia e l’allontanamento ancora di più della politica dal territorio.

 

Andiamo a vedere quanto si risparmierebbe: ci dicono che 345 parlamentari costano 300.000 € al giorno, allora 300 mila euro x 365 giorni fa 109.500.000 € di costo annuale, diviso 60.000.000 (abitanti italia) fa € 1,80 a testa all’anno, cioè per l'equivalente di un caffè corretto all'anno rinunciamo alla rappresentanza politica dei nostri territori ed a una bella fetta di democrazia... Se proprio volevano ridurre le spese potevano dimezzare i super stipendioni e lasciar stare il numero dei parlamentari e quindi la rappresentanza democratica.

 

Devo dire che i cittadini, finora, si sono mostrati molto intelligenti nei referendum costituzionali, approvando le riforme buone (quella del 2001) e bocciando Devolution (2006) e quella di Renzi (2016). Entrambe accentravano potere ed erano pericolose per la democrazia. Non so se poi il voto sia stato sempre consapevole al 100%, comunque è il risultato quello che conta, speriamo che sia così anche questa volta e che prevalga la democrazia e pertanto i NO.

Francesco Falezza

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Set 09

 

Ultimamente, dando uno sguardo sui social, ho notato alcune pesanti critiche al Partito dei Veneti o a qualche suo candidato; nonostante che questo partito avesse rinunciato ad una comoda e sicura “carega”, che sarebbe sicuramente arrivata, se si fosse presentato in coalizione. Invece ha scelto di andare da solo, per avere le mani libere e poter portare avanti il programma senza vincoli e poter far qualcosa di concreto dopo l’immobilismo che c’è stato a seguito del referendum sull’autonomia.

 

Eppure ha messo insieme 10 movimenti, eppure è l’unico che può smuovere un po’ le acque! Si certo, c’è ancora molta strada da fare: lo statuto, la costituente… tutti step già previsti e che verranno subito dopo le elezioni, ma almeno aspettiamo quelli prima di criticare, vediamo il prodotto finito e poi semmai critichiamo.

 

Quello che più fa male, ma che crea anche qualche sospetto, è che le critiche non vengono dal mondo tradizionale della politica, ma da sedicenti indipendentisti puri, cioè quelle persone che più dovrebbero rallegrarsi per la presenza di questo partito.

 

Certo ci sono quelli che covano rancore per qualche torto subito in passato, ma i nostri ideali di libertà non dovrebbero essere superiori e più forti del desiderio di rivalsa e di vendetta? Personalmente ho messo il passato in un cassetto e cerco di guardare al futuro, i nostri ideali e obiettivi sono più nobili e importanti! Solo una persona abietta può cercare di danneggiare un progetto così importante per il nostro popolo solo per motivi di rivincita personale. Attaccando una persona non è che si danneggia solo quella persona, ma il progetto nella sua globalità, pensateci bene prima di farlo. Piuttosto, se un candidato non vi piace, invece di attaccarlo, datevi da fare per appoggiarne un altro che invece incontra le vostre preferenze.

 

Poi ci sono i manipolatori di opinione, cosiddetti influencer, ma io preferisco chiamarli deviatori. Cioè quelle persone che agiscono sui social o sui media con l’incarico di indirizzare (deviare) l’opinione di gruppi di persone. Fateci caso, il Partito dei Veneti è il bersaglio preferito di questi personaggi… perché? Perché questo partito fa paura al sistema, è l’unica novità in queste elezioni dove il risultato è già scritto! È facile screditare e instillare il dubbio, sputtanare e sminuire gli sforzi fatti e le persone. Un consiglio, prima di credere alla cieca a chi spara cavolate sui media è sempre meglio verificare la notizia, chiedere riscontri, sentire anche altre campane, non fidarsi ciecamente solo perché uno parla bene o alza la voce.

 

Ci sono, poi, i manipolati, che io chiamo deviati, persone che, in buona fede, abbindolati dai “deviatori” o “influencer”, come dei pappagalli, ripetono a raffica i discorsi dei manipolatori sui social e dappertutto dove ne hanno occasione. Non c’è verso di impostare un ragionamento ripetono frasi fatte e slogan e non accettano il confronto. Bisogna riconoscere che il lavaggio del cervello è stato fatto egregiamente, con questi non si ragiona, sanno già tutto loro.

 

Altra spina nel fianco sono gli ingenui utopisti. Se non si fa esattamente come dicono loro, se non si segue la (loro idea di) perfezione, non sono disposti ad accordarti la loro fiducia, non solo, ma spesso continuano a criticare. È vero, bisogna tendere alla perfezione ed ai sani princìpi, però farsi la guerra prima di raggiungere l’obiettivo non è molto logico. Sarebbe come se i partigiani si fossero fatti la guerra tra loro per questioni ideologiche prima di liberarsi dall’occupazione nazista, non è logico, non ha senso, così non avrebbero mai sconfitto i nazisti! Prima ci si libera, poi si discute sul da farsi, inutile dividersi su decisioni che prenderanno altri! Le questioni di principio è giusto porle quando si dovrà decidere, non adesso che le decisioni le prendono altri! Questo denota una scarsa intelligenza politica, fattore molto diffuso tra le genti venete.

 

Infine abbiamo gli astensionisti che, per combattere il sistema, la più grande cosa che sanno fare è astenersi… facendo la cosa che più piace al sistema, stare a casa (non per il Covid, ma quando c’è da votare), affinché nulla cambi. Questa è un’altra piaga che produce molti danni, se la marea di astensionisti votasse compatta un partito come il nostro le cose cambierebbero in fretta, ma finora non è mai successo. Purtroppo ci sono persone che pagano tasse e tributi, pagano il canone RAI, osservano le leggi, si comportano scrupolosamente come la TV ordina e… quando è ora di votare, quando potrebbero finalmente far valere i loro diritti, quando potrebbero finalmente determinare qualche cambiamento al sistema marcio in cui ci troviamo… ecco, mettono in atto la loro feroce protesta astenendosi e facendo decidere ad altri il loro destino.

 

Spero che nessuno tra i lettori di queste righe appartenga a una delle categorie di cui ho scritto sopra, per il resto, non ci rimane che sperare nell’intelligenza e nella consapevolezza dell’elettore e dell’elettorato in generale, auspicando che, una volta tanto, la superficialità venga lasciata da parte e che si abbia un voto veramente informato.

 Cordiali saluti.

 Francesco Falezza

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