Quello che forse non sapete è che nel giorno 29 aprile 1945, nella Reggia di Caserta, venne firmata la resa incondizionata delle forze armate tedesche in Italia (Resa di Caserta), ponendo fine alla campagna d'Italia durante la Seconda guerra mondiale. L'atto, sottoscritto dai plenipotenziari tedeschi e dagli Alleati, stabilì il cessate il fuoco effettivo alle 14:00 del 2 maggio 1945! Questa data sancì la fine della guerra in italia, anticipando la resa tedesca totale in Europa, avvenuta il 7-8 maggio.
Qualcuno mi può spiegare perché la festa della liberazione è stata fissata dall’italia il 25 aprile? Quando in quel giorno e in quelli successivi, qua nelle terre Venete, si combatteva e si moriva? Se andate a vedere le motivazioni addotte si capisce benissimo che sono pretestuose e fittizie!
La vera motivazione risiede nella volontà di sovrascrivere, al fine di cancellare, la tradizionale festa Veneta di San Marco, patrono del Popolo Veneto! Infatti, la principale preoccupazione dei massoni che hanno inventato lo stato italiano è sempre stata quella di cancellare i veri popoli storici che abitano al di sotto delle alpi e che sono finiti inglobati in quello stato farlocco, per creare l’artificiale e inesistente identità italiana. Ricordate la frase di Massimo d’Azzeglio: "Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani", che è la dichiarazione esplicita che questo è un popolo inventato e creato sulla pelle dei veri popoli della penisola italica.
In particolare, fa paura, a questi individui, l’identità Veneta, fondata su una civiltà preromana, con una storia millenaria che ha condizionato il destino dell’Europa. Pertanto, hanno sempre attuato una manipolazione e mistificazione della nostra storia (La vera storia Veneta), oltre a continui subdoli tentativi (il 25 aprile è uno di questi) di cancellare la nostra cultura, usi, costumi e tradizioni al fine di annichilire l’identità Veneta per creare quella fasulla italiana.
E allora? Il 25 aprile festeggiamo San Marco e il nostro Popolo! Se vogliamo festeggiare la liberazione facciamo nelle date giuste e non quando, da noi, la gente moriva!
Francesco Falezza
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Ripercorriamo un po’ di storia per vedere quante ne ha combinate questo paese. Tutto cominciò con le tre guerre chiamate d’indipendenza, ma altro non furono che guerre imperialiste fatte per conquistare il Lombardo-Veneto, allora sotto dominazione austriaca. I soldati veneti di allora, coscritti nell’esercito austriaco, combatterono valorosamente, tanto che l’italia fu sconfitta, ma nonostante questo, grazie all’alleanza con la Prussia, l’italia riuscì comunque ad avere il Veneto che, dopo un plebiscito farsa, passò dalla dominazione austriaca a quella italiana, cioè dalla padella alla brace.
Ma le guerre non finirono, perché iniziarono quelle coloniali: acquisto della baia di Assab (1882), Guerra d’Eritrea (1887-1896), guerra Mahadista (1890-1894), guerra di Abissinia (1895-1896), rivolta dei Boxer (1900-1901), Guerra italo-turca (1911-1912) per la Libia.
A questo punto l’italia (1915) ci fa
un bel regalo dichiarando guerra all’Austria (di cui era alleata) entrando, così, nella prima guerra mondiale, interamente combattuta in terra Veneta. Veneti arruolati nell’esercito italiano costretti a combattere contro altri Veneti di Trento, Trieste, Gorizia e Istria arruolati nell’esercito austriaco!
Finita la prima guerra mondiale, dopo pochi anni, si entra nel periodo fascista e riprendono subito le guerre coloniali: riconquista della Libia (1922-1936), nel 1938 cominciano le leggi razziali e nel 1939 l’occupazione dell’Albania.
Siamo arrivati al 1940 e l’italia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna entrando nella seconda guerra mondiale!
Finita e persa la seconda guerra mondiale l’italia, nel 1948, si dà una costituzione repubblicana e, nell’art. 11, dichiara di ripudiare la guerra! Finalmente direte voi! Ma pensate che ci sia qualcuno, a partire dalle più alte cariche repubblicane, che rispetta la costituzione in italia?
Dopo una pausa di qualche decina d’anni ecco che si ricomincia: a partire dal 1991 con l’Iraq e poi il bis nel 2003, nel 1999 la guerra contro la Serbia, bombardando una capitale europea, dal 2001 al 2021 contro l’Afghanistan, nel 2011 contro la Libia di Gheddafi e adesso, ciliegina sulla torta, guerra ibrida e indiretta alla Russia con sanzioni economiche e fornitura d’armi all’ucraina! Stiamo parlando di fare guerra alla più grande potenza nucleare del pianeta, non so se ci si rende conto delle possibili conseguenze.
Questa è la vera faccia dell’italia: lo sport, la nazionale e i campioni sono fumo negli occhi, una facciata per nascondere la vera natura di questo paese: guerrafondaio e corrotto fino al midollo! Da sempre!
Veneti liberiamocene!!
Francesco Falezza
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Continuando con il tema che riguarda l’illegalità diffusa penso sia utile fare una riflessione sul rispetto da parte delle istituzioni italiane dei principi fondamentali della costituzione a partire dall’art. 1, comma 1: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” e art. 4 comma 1: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”, be’, a fronte di questi due principi fondamentali delle repubblica, hanno subordinato l’esercizio di questi diritti fondamentali al possesso di un QR code, peraltro inutile e inefficace per gli scopi per i quali era stato creato!
Sempre a proposito dei principi fondamentali di questa repubblica andiamo a vedere il secondo comma dell’art. 1: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Sovranità significa potere, in particolare i tre poteri costituzionali che dovrebbe esercitare il popolo sarebbero legislativo, esecutivo e giudiziario. Lasciamo stare il potere dell’informazione, che è anche il più potente e attraverso il quale controllano le masse, ma che non è compreso in costituzione ed è al difuori del controllo popolare e democratico.
Torniamo ai poteri costituzionali e vediamo che sul potere giudiziario il popolo non può nulla, la magistratura, infatti, è un’autocrazia che si governa da sé, in USA la magistratura inquirente è eletta dal popolo, ma da noi il popolo non esercita alcun potere sulla magistratura. Anche sul potere esecutivo il popolo non esercita alcun potere, infatti, sulla nomina di capo del governo, dei ministri e per l’elezione del presidente della repubblica il popolo non ha alcun potere, in quanto tutto viene deciso in parlamento. Qualcuno dirà: ma il parlamento è eletto dal popolo che esercita il proprio potere in modo indiretto. Andiamo a vedere allora come avviene l’elezione dei parlamentari: attraverso liste bloccate o collegi uninominali! Questo significa che gli eletti non vengono scelti dal popolo, ma nominati dalle segreterie di partito, visto che l’elezione segue l’ordine della lista nella quale sono messi i candidati, stesso dicasi per i collegi uninominali candidati scelti dalle segreterie di partito! Il minimo che ci dovrebbe essere sarebbero delle elezioni primarie, gestite dalle istituzioni, consentendo la più ampia possibilità di candidatura ai membri di quel partito. Vero che qualche partito esercita dei sondaggi interni o delle primarie, ma sono tutt’altro che delle vere primarie istituzionalizzate e democratiche!
Riassumendo abbiamo visto che su potere giudiziario ed esecutivo il popolo non esercita alcun potere, sul potere legislativo a determinare gli eletti sono le segreterie di partito senza che il popolo non possa dire nulla, non solo, ma parlamentari estremamente ricattabili se non dovessero eseguire gli ordini impartiti. Chi è che controlla le segreterie dei partiti? Sicuramente non il popolo, ma l’impressione o, meglio, la certezza è che rispondano a poteri sovranazionali e ai loro interessi! Ecco che ci siamo resi conto che il secondo principio fondante della costituzione italiana è quasi completamente disatteso e trasgredito! Abbiamo capito, contrariamente a quanto dichiarato in costituzione, che la sovranità non appartiene al popolo, se non in forme estremamente residuali e ininfluenti!
Altro principio fondamentale disatteso è quello dell’art. 5: “La Repubblica, (sebbene) una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali …. adegua i princìpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”. Ma avete capito? Anche questo principio fondamentale della repubblica italiana è, di fatto, disatteso e trasgredito! Guai a parlare di autonomia! Altroché riconosce e promuove le autonomie locali, ma dov’è la legislazione basata sulle esigenze di autonomia e decentramento? In italia, in piena contraddizione con la propria costituzione c’è un’autonomia solo di nome, ma di fatto, c’è un forte centralismo in stile fascista! Voluto e protetto dai più alti organismi dello stato! Infatti, il titolo V della costituzione, quello che prevederebbe la divisione delle competenze tra stato e regione, oltre all’autonomia finanziaria di entrata e di spesa per le regioni, anche quello, quasi totalmente disatteso e inapplicato!
Per non parlare poi, dell’art.11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…“ quando, invece, ha fatto la guerra all’Iraq (2 volte), alla Serbia, all’Afghanistan e alla Libia, per non parlare della guerra indiretta alla Russia con sanzioni e forniture miliardarie di armi all’Ucraina! Ecco che anche questo principio fondamentale è completamente disatteso e inapplicato!
Avete capito in quale situazione ci troviamo? E poi ci vengono a parlare di legalità e di rispetto delle leggi, quando non vengono nemmeno rispettati i principi fondamentali e costituzionali della repubblica italiana! Nessun alto organo o carica della repubblica solleva la questione, anzi spesso si danno da fare affinché la situazione non cambi: guai ad applicare i principi fondamentali della costituzione!
Non ho parole, sembra incredibile, ma i fatti sono inoppugnabili ed evidenti, sotto gli occhi di tutti! Questi principi fondamentali della costituzione sono scritti in modo chiaro e non danno adito a interpretazioni diverse, ci troviamo di fronte ad una chiara ed evidente violazione sistematica dei principi fondanti della repubblica italiana e della sua costituzione!
I signori che governano l’italia (che non sono i partiti) considerano pericoloso e sovversivo chiunque abbia solo l’intenzione di applicare veramente la costituzione italiana! Siamo a questo punto!
Ma allora votare serve o non serve? Serve solo se votiamo partiti al di fuori di questo sistema, cioè nessuno di quelli presenti adesso nelle istituzioni centrali o regionali!
Francesco Falezza
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