Violare la legge

08 Novembre 2017
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La domanda che pongo questa volta è: ”Ci sono delle situazioni nelle quali è meglio violare le leggi vigenti piuttosto che rispettarle?”. Immagino già un coro di no, mai e poi mai un veneto può immaginare che sia legittimo od opportuno violare una legge, per un veneto la legge va rispettata sempre e comunque.

Ecco che l’opinione pubblica, in generale, giustifica il governo e la giustizia spagnola che vogliono incarcerare i governanti della Catalogna perché colpevoli di aver violato la legge spagnola.

Ma è sempre così? No, non è sempre così, in Europa ci sono migliaia di rifugiati politici che fuggono dai loro paesi, quasi tutti li giustificano e quasi tutti pensano che è giusto proteggerli… ma perché sono fuggiti? Perché, anche loro, hanno violato le leggi del loro paese e sono perseguitati dalla loro giustizia, ma sebbene abbiano violato le leggi del loro paese, noi li accogliamo comunque perché lo hanno fatto per salvaguardare i diritti e la libertà del loro popolo. Ma non hanno fatto la stessa cosa i governanti catalani? Non hanno violato le leggi spagnole per salvaguardare i diritti e la libertà del loro popolo? O esistono popoli di serie A e popoli di serie B?

Come mai se uno viola le leggi della Corea del Nord o della Siria o dell’IRAN per la salvaguardia del proprio popolo, anche in modo violento, è un perseguitato politico e va protetto e invece se viola, per gli stessi motivi, seppure in modo pacifico, le leggi della Spagna o dell’Italia è un comune delinquente e va incarcerato? A quanto pare si usano due pesi e due misure, come al solito, in Europa predicano bene, ma razzolano male e alla fine si comportano proprio come i peggiori regimi totalitari del mondo! Piegano e distorcono il diritto in base ai propri interessi e tornaconti, facendosene un baffo di giustizia e diritti umani.

Guardiamo ad esempio l‘Italia, nella precedente lettera abbiamo visto come le più alte cariche della repubblica non rispettino nemmeno la loro costituzione, ma se invece, è un comune cittadino a non rispettare la legge, le conseguenze possono essere molto gravi e l’apparato giudiziario comincia la sua azione, ma, nonostante questi rischi, mi chiedo è sempre stato giusto e corretto rispettare le sue leggi? Anche quando furono fatte le leggi razziali? Ovviamente no, quelle leggi non andavano rispettate e i veri delinquenti erano quelli che le rispettavano e le facevano rispettare, mentre gli eroi erano quelli che non le rispettavano! Eroi che rischiavano il carcere, e anche di peggio, per salvaguardare i diritti e, a volte , anche la vita delle persone.

Ma allora quando non è opportuno rispettare una legge? C’è una regola infallibile per stabilire quando una legge non va rispettata: quando viola i diritti dell’uomo. Quando una legge non rispetta i diritti riconosciuti da uno dei Patti Internazionali sui Diritti Umani non va assolutamente rispettata, anzi in uno stato democratico e civile andrebbe immediatamente abrogata o modificata nel rispetto delle Carte dei diritti dell’Uomo.

Così la Spagna, come l’Italia, che hanno leggi che non rispettano l’articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, riguardante il diritto all’Autodeterminazione dei Popoli, se fossero veramente dei paesi civili adeguerebbero i propri ordinamenti, costituzioni e leggi al rispetto delle Carte dei Diritti Umani, è il minimo che si possa chiedere a un paese che vuole definirsi civile e democratico.

Invece la Spagna ha spiccato un ordine di arresto per la violazione delle leggi spagnole, ma queste leggi non rispettano le carte dei diritti dell’uomo e vanno a colpire uomini che non hanno commesso alcuna violenza, ma hanno solo chiesto diritti e libertà per il loro popolo e vengono trattati come criminali, ma non sono criminali, sono eroi pronti ad affrontare il carcere per la libertà del proprio popolo, i veri criminali sono invece chi rispetta e fa rispettare leggi che non rispettano i diritti umani, come i governanti e i giudici spagnoli, le autorità europee ed eventualmente anche i giudici belgi se daranno seguito alle richieste spagnole.

Francesco Falezza

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Illegalità istituzionalizzata

18 Ottobre 2017
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In questi giorni, a proposito del referendum in Catalogna e di quello in Veneto, si sente parlare spesso di legalità, di legalità costituzionale e legittimità, abbiamo visto che per le autorità spagnole la legalità è addirittura ancora più importante della democrazia e del volere del popolo. Anche per le autorità italiane la legalità è più importante della democrazia, infatti tante richieste popolari vengono bocciate perché dichiarate illegali e se un giorno il popolo veneto chiedesse l’indipendenza, come ha fatto quello catalano, la reazione delle autorità italiane sarebbe simile a quella che abbiamo visto in Spagna.

Ma visto che la legalità è così importante da minacciare perfino la democrazia, andiamo a vedere quanta legalità c’è nel percorso che ha portato il popolo veneto sotto la dominazione italiana e poi, quanta legalità c’è nel sistema istituzionale italiano.

Le sventure del nostro popolo iniziano nel 1.797 con l’invasione napoleonica, nonostante la Repubblica Veneta si fosse dichiarata neutrale alla fine, fu invasa dalle truppe francesi, che in barba ad ogni principio di legalità internazionale e accordo prestabilito, si impossessò delle terre venete. Ma questa non fu la sola illegalità, quando il Maggior Consiglio votò il passaggio dei poteri alla municipalità provvisoria, secondo i documenti del tempo, non c’era il numero legale dell’assemblea per fare quella delibera, inoltre si cominciavano a sentire degli spari per cui i votanti, sentendosi minacciati, non poterono esprimere il loro voto in libertà, come avrebbero voluto i principi basilari della legalità.

Pertanto il trattato di Campoformio che cedeva la Repubblica Veneta all’Austria non rispettava alcun criterio di legalità, perché Austria e Francia si spartivano una terra che non era loro, se non in virtù di abusi, soprusi e l’unica legge rispettata era quella della forza e della prepotenza.

Da questo possiamo notare che tutti gli atti che decretarono la fine della repubblica veneta furono illegali sia dal punto di vista del diritto interno che da quello internazionale. Però, nonostante questo, da repubblica diventammo succubi dell’impero austriaco, facendo un pauroso salto all’indietro, non solo, perdemmo contemporaneamente anche la Liberté, Egalité e Franternité che avevamo prima e che dobbiamo ancora ritrovare.

Ma le illegalità non sono finite; infatti nel 1866 nella terza guerra di invasione (in Italia la chiamano d’indipendenza) nonostante le pesanti sconfitte subite dall’esercito italiano nelle battaglie di Lissa e Custoza da parte dell‘esercito Austro-Veneto (in quel periodo i veneti facevano 24 mesi di leva nell’esercito austriaco), a causa dell’alleanza con la Prussia, l’Austria si vide costretta a cedere le terre venete all’Italia.

Però in virtù delle battaglie vinte contro l’Italia e in onore del valore con cui si batterono i (pluridecorati) soldati veneti, pretese ed ottenne che le terre venete tornassero libere e che solo tramite un plebiscito il popolo veneto potesse scegliere se rimanere libero o sottomettersi alla dominazione italiana, la Francia avrebbe dovuto garantire la regolarità del plebiscito, fissato il 22 ottobre 1866.

Ovviamente anche questa volta di regolare e legale non ci fu nulla, in accordo coi francesi le truppe italiane invasero le terre venete due giorni prima del referendum, il voto era palese, ogni seggio aveva due urne, una per il si e una per il no, i seggi erano presidiati dall’esercito e su tutti i cittadini furono esercitate forti pressioni, la propaganda era a senso unico e molti subirono minacce, solo una parte degli aventi diritto andò a votare. Senza timore di sbagliare possiamo definire questo plebiscito una farsa messa in piedi solo per ratificare decisioni già prese tra le potenze in gioco a danno del popolo veneto.

Le illegalità comunque non finiscono qui, anche nel referendum del ’46 per scegliere tra repubblica e monarchia furono commesse irregolarità. Allora non si fece votare in Istria e in Dalmazia perché occupate dall’esercito jugoslavo, ma in quel momento quelle terre, dal punto di vista legale, appartenevano ancora all’Italia e un referendum non può essere considerato legalmente legittimo se alcuni territori appartenenti allo stato italiano non poterono votare.

Altra illegalità fu compiuta nel 1975 col Trattato di Osimo con il quale la zona “B” del Territorio Libero di Trieste (un bel pezzo di Istria da Muggia fino a Cittanova) fu ufficialmente ceduta alla Jugoslavia, questo faceva seguito ad un accordo del 1954, in quel periodo il 75% degli abitanti di quella zona era Veneto. Questo nonostante l’articolo 5 della Costituzione Italiana (approvato nel 1948, cioè molti anni prima) dicesse “La Repubblica, una e indivisibile,…”.

 

Da tutti questi fatti possiamo capire che i termini illegalità e legalità vengono usati a piacimento dal potere costituito indipendentemente dall’effettiva legalità o illegalità degli atti.

Notiamo che l’art. 5 della costituzione viene tirato in ballo quando fa comodo, ma in quel caso è stato infranto e parti del territorio italiano sono state divise e cedute senza battere ciglio. Il comportamento cambia invece se è un popolo a chiedere di autodeterminarsi, ogni richiesta viene definita illegale, ma andiamo a vedere quanta legalità e rispetto della costituzione c’è nella repubblica italiana.

Cominciamo dall’art. 5 dopo “una e indivisibile” c’è scritto: “riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo …”. Invece ci rendiamo conto che lo stato, in aperta violazione delle norme costituzionali, non solo non promuove le autonomie, anzi oserei dire le ostacola, inoltre è molto carente anche nel decentramento amministrativo, infatti in molti casi ha addirittura un centralismo esagerato e inefficiente! Non solo, ma continua a gestire materie che per costituzione sarebbero di esclusiva competenza regionale, come l’agricoltura e il turismo  (art. 117 comma 4, i relativi ministeri furono addirittura aboliti anche da un referendum nel 1993), come le pari opportunità (art. 117 comma 7), come lo sviluppo economico (art. 117 comma 4, art. 119 comma 5). Questi i casi più evidenti ed eclatanti, ma sono tantissime le materie di competenza regionale gestite illegalmente dallo stato, con la colpevole complicità di corte costituzionale e capo dello stato!

Andiamo a vedere ora come comincia l’articolo 119 della Costituzione del ’48: “Le Regioni hanno autonomia finanziaria….” e andiamo vedere com’è stato modificato nel 2001: “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa”. È incredibile! Il cosiddetto “federalismo fiscale” è in costituzione da quasi 70 anni! E nessuno lo ha mai attuato, e poi ci vengono a parlare di legalità. Alcuni partiti ne hanno fatto una bandiera, ma dovrebbero solo far applicare la costituzione!!

Purtroppo il primo ostacolo all’applicazione della Costituzione è proprio la Corte Costituzionale, ai vecchi parrucconi della corte bisognerebbe spiegare che non siamo più negli anni ’40 del secolo scorso e che il centralismo fascista/comunista oramai è superato.

Possiamo concludere che l’Italia non è un paese fondato sul lavoro, ma sull’illegalità, praticata e promossa dai più alti organi istituzionali, pertanto ci troviamo di fronte a un regime di illegalità istituzionalizzata!

Come risolvere la questione? Unica soluzione: indipendenza subito!

Francesco Falezza

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Problema migranti...

03 Luglio 2017
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Prendo spunto dalla notizia apparsa sul sole 24 ore qualche giorno fa: “Sbarchi, 12mila arrivi in 48 ore. Mattarella: situazione ingestibile.”

Adesso cercano di scaricare il problema sull’Europa, minacciano di chiudere i porti, ma la responsabilità di quando sta accadendo è soprattutto italiana. È vero che la situazione è ingestibile, ma era facilmente prevedibile, io l’avevo scritto più di due anni fa, l’ho ribadito un anno dopo, l’ho approfondito dopo sei mesi e lo riscrivo ora, perché veramente non se ne può più di questa tratta di essere umani , di questa deportazione di massa e di tutte le disgrazie conseguenti.

La prima cosa da chiarire è che andare a prenderli a poche miglia dalla costa africana e portarli in albergo in Italia o in Europa significa solo incentivare e promuovere l’esodo, che di conseguenza, sarà sempre più imponente e sempre più ingestibile! Vuol dire che sempre di più tenteranno la sorte in traversate impossibili sperando in un miracoloso, quanto improbabile salvataggio.

Ora andiamo a vedere quali sono i soggetti che vanno a prenderli, li chiamano volontari, ma visto che sono pagati è corretto chiamarli mercenari. Ce ne sono di diversi tipi, che vanno  dalla guardia costiera, alle unità dell’agenzia europea Frontex, ai mezzi militari dell’operazione Eunavfor Med e della Marina Militare, fino alle O.N.G., le Organizzazioni Non Governative, che spendono un sacco di soldi e non si sa chi le finanzia. Tutti questi e i loro mandanti sono i veri responsabili di tutti questi morti e disgrazie, sono quelli che incentivano e promuovono questo esodo, perché più gente porteranno a destinazione, per effetto del passa parola, più gente partirà e, ovviamente, sempre più gente morirà. Tutto questo è talmente ovvio che quasi quasi mi vergogno a scriverlo, ma vista la disinformazione dilagante è sempre meglio specificarlo.

L’Italia adesso fa la voce grossa con l’Europa, ma le soluzioni proposte non possono che peggiorare la situazione; infatti il governo italiano vuole più soldi per andare a prenderli per poi sbolognare i migranti in Europa, ma, a quanto pare, i governanti europei non sono così fessi da cascarci, staremo a vedere. È ovvio che questa soluzione non farebbe altro che incrementare il flusso di migranti e conseguentemente il magna magna e i guadagni sulla pelle di questa povera gente. Abbiamo anche visto che si sono aperte diverse indagini penali su queste ONG per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma non se ne sa più nulla, insabbiate?

Ma come mai il governo italiano, dopo il salvataggio, non vuole portarli da dove sono partiti? La scusa ufficiale è perché sulla costa africana non esistono posti sicuri (ma ci credete voi?), io penso invece che è perché non si vuole fermare questo flusso migratorio! È evidente che se si comincia a portarli indietro non partirebbe più nessuno. Solo il tempo che si sparga la voce e nessuno pagherebbe più i trafficanti per fare un viaggio di andata e ritorno, nessuno intraprenderebbe viaggi rischiosi sapendo già che andrà a finire col ritorno a casa. L’eventuale verifica dello status di profugo si può benissimo fare in terra africana o no?

Ovviamente contemporaneamente la comunità internazionale dovrebbe darsi da fare per risolvere i problemi che attanagliano l’Africa e non solo per destabilizzarla e portarle via le materie prime, ma di questo non parla quasi nessuno.

Ci vogliono far credere che non è possibile trovare un luogo sicuro sulla costa africana dove riportare i migranti salvati e quelli che sbarcano sulle isole più vicine alla costa libica? Ma vi pare possibile? Non c’è solo la Libia esistono tanti altri paesi con i quali si possono stringere accordi e poi non ci hanno detto che almeno mezza Libia è controllata da un governo filo europeo?

Cominciamo col riconoscere i veri mandanti e promotori di questo flusso! Proviamo ad  individuare chi, non solo non fa nulla per fermare l’esodo, ma anzi continua a fare e proporre azioni che non fanno altro che incentivare e aumentare questo fenomeno migratorio. Il primo colpevole è il governo italiano coi partiti che lo sostengono, in primis il PD, ma anche Forza Italia che, non appena il governo è in difficoltà, fornisce il proprio sostegno.

E la misericordia dove la mettiamo? La misericordia va usata quando produce un beneficio, non un danno come in questo caso. Ci sono delle categorie di persone che non possono e non devono usare la misericordia perché produrrebbe solo danno. I medici misericordiosi, per esempio, portano il paziente alla tomba, dice un saggio proverbio, perché se la ferita non viene pulita e disinfettata bene certamente s’infetterà, i giudici non possono e non devono essere misericordiosi, ma giusti , ne severi e ne buoni, ma giusti. Anche i politici non dovrebbero essere misericordiosi, ma perseguire il bene comune senza se e senza ma, con un giusto equilibrio tra interessi locai e globali, e in questo senso e in questa logica dovrebbe essere presa la decisione di fermare questo flusso.

C’è qualche politico che si pone queste domande? Cosa facciamo fare a queste persone senza specializzazione quando sono qui? Visto che le fabbriche delocalizzano, il fenomeno dell’automazione e dell’informatizzazione unito alla crisi economica riducono  drasticamente i posti di lavoro e l’età pensionabile è aumentata bloccando di fatto il turn over. Dove li facciamo lavorare? Dove sono i post di lavoro? Dove troveranno i soldi i servizi sociali per assistere tutte queste persone dato che il debito e la spesa pubblica sono già alle stelle e insostenibili? Che futuro diamo a queste persone? Che possibilità di integrazione c’è, visto che hanno una concezione della religione, della donna, della famiglia, dello stato e della vita che è come quella che avevamo noi nel medioevo? Abbiamo continui esempi da stati europei e non solo, che figli di terza generazione di immigrati non si sono ancora integrati, questo genera emarginazione, frustrazione e disadattamento che sfociano inevitabilmente nella violenza! Ci rendiamo conto che si sta creando tutto questo? Ci rendiamo che si sta producendo un mare di infelicità e di problemi?

Per queste ragioni non è possibile accogliere tutte queste persone. Arrivano convinti di migliorare il tenore di vita, ma cosa faranno quando scopriranno che l’eldorado non esiste, che un lavoro dignitoso non si trova e che i soldi dei servizi sociali per mantenerli sono a termine e fra poco non ci saranno più? O si vuole creare un’enorme richiesta di lavoro per abbassare ancore le paghe e i diritti sociali dei nostri lavoratori? Aiutiamoli seriamente a casa loro e così faremo veramente il loro e il nostro bene, il loro e il nostro interesse.

Le mille culture e diversità del mondo sono così belle e così preziose, preserviamole! Ognuna sul proprio territorio. Cerchiamo di non rovinare tutto, fermiamo queste deportazioni, fermiamo questo crimine contro l’umanità!

Francesco Falezza

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Raixe Venete

17 Luglio 2013
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