Idee e Notizie
Nov 08

La domanda che pongo questa volta è: ”Ci sono delle situazioni nelle quali è meglio violare le leggi vigenti piuttosto che rispettarle?”. Immagino già un coro di no, mai e poi mai un veneto può immaginare che sia legittimo od opportuno violare una legge, per un veneto la legge va rispettata sempre e comunque.

Ecco che l’opinione pubblica, in generale, giustifica il governo e la giustizia spagnola che vogliono incarcerare i governanti della Catalogna perché colpevoli di aver violato la legge spagnola.

Ma è sempre così? No, non è sempre così, in Europa ci sono migliaia di rifugiati politici che fuggono dai loro paesi, quasi tutti li giustificano e quasi tutti pensano che è giusto proteggerli… ma perché sono fuggiti? Perché, anche loro, hanno violato le leggi del loro paese e sono perseguitati dalla loro giustizia, ma sebbene abbiano violato le leggi del loro paese, noi li accogliamo comunque perché lo hanno fatto per salvaguardare i diritti e la libertà del loro popolo. Ma non hanno fatto la stessa cosa i governanti catalani? Non hanno violato le leggi spagnole per salvaguardare i diritti e la libertà del loro popolo? O esistono popoli di serie A e popoli di serie B?

Come mai se uno viola le leggi della Corea del Nord o della Siria o dell’IRAN per la salvaguardia del proprio popolo, anche in modo violento, è un perseguitato politico e va protetto e invece se viola, per gli stessi motivi, seppure in modo pacifico, le leggi della Spagna o dell’Italia è un comune delinquente e va incarcerato? A quanto pare si usano due pesi e due misure, come al solito, in Europa predicano bene, ma razzolano male e alla fine si comportano proprio come i peggiori regimi totalitari del mondo! Piegano e distorcono il diritto in base ai propri interessi e tornaconti, facendosene un baffo di giustizia e diritti umani.

Guardiamo ad esempio l‘Italia, nella precedente lettera abbiamo visto come le più alte cariche della repubblica non rispettino nemmeno la loro costituzione, ma se invece, è un comune cittadino a non rispettare la legge, le conseguenze possono essere molto gravi e l’apparato giudiziario comincia la sua azione, ma, nonostante questi rischi, mi chiedo è sempre stato giusto e corretto rispettare le sue leggi? Anche quando furono fatte le leggi razziali? Ovviamente no, quelle leggi non andavano rispettate e i veri delinquenti erano quelli che le rispettavano e le facevano rispettare, mentre gli eroi erano quelli che non le rispettavano! Eroi che rischiavano il carcere, e anche di peggio, per salvaguardare i diritti e, a volte , anche la vita delle persone.

Ma allora quando non è opportuno rispettare una legge? C’è una regola infallibile per stabilire quando una legge non va rispettata: quando viola i diritti dell’uomo. Quando una legge non rispetta i diritti riconosciuti da uno dei Patti Internazionali sui Diritti Umani non va assolutamente rispettata, anzi in uno stato democratico e civile andrebbe immediatamente abrogata o modificata nel rispetto delle Carte dei diritti dell’Uomo.

Così la Spagna, come l’Italia, che hanno leggi che non rispettano l’articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, riguardante il diritto all’Autodeterminazione dei Popoli, se fossero veramente dei paesi civili adeguerebbero i propri ordinamenti, costituzioni e leggi al rispetto delle Carte dei Diritti Umani, è il minimo che si possa chiedere a un paese che vuole definirsi civile e democratico.

Invece la Spagna ha spiccato un ordine di arresto per la violazione delle leggi spagnole, ma queste leggi non rispettano le carte dei diritti dell’uomo e vanno a colpire uomini che non hanno commesso alcuna violenza, ma hanno solo chiesto diritti e libertà per il loro popolo e vengono trattati come criminali, ma non sono criminali, sono eroi pronti ad affrontare il carcere per la libertà del proprio popolo, i veri criminali sono invece chi rispetta e fa rispettare leggi che non rispettano i diritti umani, come i governanti e i giudici spagnoli, le autorità europee ed eventualmente anche i giudici belgi se daranno seguito alle richieste spagnole.

Francesco Falezza

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Ott 18

In questi giorni, a proposito del referendum in Catalogna e di quello in Veneto, si sente parlare spesso di legalità, di legalità costituzionale e legittimità, abbiamo visto che per le autorità spagnole la legalità è addirittura ancora più importante della democrazia e del volere del popolo. Anche per le autorità italiane la legalità è più importante della democrazia, infatti tante richieste popolari vengono bocciate perché dichiarate illegali e se un giorno il popolo veneto chiedesse l’indipendenza, come ha fatto quello catalano, la reazione delle autorità italiane sarebbe simile a quella che abbiamo visto in Spagna.

Ma visto che la legalità è così importante da minacciare perfino la democrazia, andiamo a vedere quanta legalità c’è nel percorso che ha portato il popolo veneto sotto la dominazione italiana e poi, quanta legalità c’è nel sistema istituzionale italiano.

Le sventure del nostro popolo iniziano nel 1.797 con l’invasione napoleonica, nonostante la Repubblica Veneta si fosse dichiarata neutrale alla fine, fu invasa dalle truppe francesi, che in barba ad ogni principio di legalità internazionale e accordo prestabilito, si impossessò delle terre venete. Ma questa non fu la sola illegalità, quando il Maggior Consiglio votò il passaggio dei poteri alla municipalità provvisoria, secondo i documenti del tempo, non c’era il numero legale dell’assemblea per fare quella delibera, inoltre si cominciavano a sentire degli spari per cui i votanti, sentendosi minacciati, non poterono esprimere il loro voto in libertà, come avrebbero voluto i principi basilari della legalità.

Pertanto il trattato di Campoformio che cedeva la Repubblica Veneta all’Austria non rispettava alcun criterio di legalità, perché Austria e Francia si spartivano una terra che non era loro, se non in virtù di abusi, soprusi e l’unica legge rispettata era quella della forza e della prepotenza.

Da questo possiamo notare che tutti gli atti che decretarono la fine della repubblica veneta furono illegali sia dal punto di vista del diritto interno che da quello internazionale. Però, nonostante questo, da repubblica diventammo succubi dell’impero austriaco, facendo un pauroso salto all’indietro, non solo, perdemmo contemporaneamente anche la Liberté, Egalité e Franternité che avevamo prima e che dobbiamo ancora ritrovare.

Ma le illegalità non sono finite; infatti nel 1866 nella terza guerra di invasione (in Italia la chiamano d’indipendenza) nonostante le pesanti sconfitte subite dall’esercito italiano nelle battaglie di Lissa e Custoza da parte dell‘esercito Austro-Veneto (in quel periodo i veneti facevano 24 mesi di leva nell’esercito austriaco), a causa dell’alleanza con la Prussia, l’Austria si vide costretta a cedere le terre venete all’Italia.

Però in virtù delle battaglie vinte contro l’Italia e in onore del valore con cui si batterono i (pluridecorati) soldati veneti, pretese ed ottenne che le terre venete tornassero libere e che solo tramite un plebiscito il popolo veneto potesse scegliere se rimanere libero o sottomettersi alla dominazione italiana, la Francia avrebbe dovuto garantire la regolarità del plebiscito, fissato il 22 ottobre 1866.

Ovviamente anche questa volta di regolare e legale non ci fu nulla, in accordo coi francesi le truppe italiane invasero le terre venete due giorni prima del referendum, il voto era palese, ogni seggio aveva due urne, una per il si e una per il no, i seggi erano presidiati dall’esercito e su tutti i cittadini furono esercitate forti pressioni, la propaganda era a senso unico e molti subirono minacce, solo una parte degli aventi diritto andò a votare. Senza timore di sbagliare possiamo definire questo plebiscito una farsa messa in piedi solo per ratificare decisioni già prese tra le potenze in gioco a danno del popolo veneto.

Le illegalità comunque non finiscono qui, anche nel referendum del ’46 per scegliere tra repubblica e monarchia furono commesse irregolarità. Allora non si fece votare in Istria e in Dalmazia perché occupate dall’esercito jugoslavo, ma in quel momento quelle terre, dal punto di vista legale, appartenevano ancora all’Italia e un referendum non può essere considerato legalmente legittimo se alcuni territori appartenenti allo stato italiano non poterono votare.

Altra illegalità fu compiuta nel 1975 col Trattato di Osimo con il quale la zona “B” del Territorio Libero di Trieste (un bel pezzo di Istria da Muggia fino a Cittanova) fu ufficialmente ceduta alla Jugoslavia, questo faceva seguito ad un accordo del 1954, in quel periodo il 75% degli abitanti di quella zona era Veneto. Questo nonostante l’articolo 5 della Costituzione Italiana (approvato nel 1948, cioè molti anni prima) dicesse “La Repubblica, una e indivisibile,…”.

 

Da tutti questi fatti possiamo capire che i termini illegalità e legalità vengono usati a piacimento dal potere costituito indipendentemente dall’effettiva legalità o illegalità degli atti.

Notiamo che l’art. 5 della costituzione viene tirato in ballo quando fa comodo, ma in quel caso è stato infranto e parti del territorio italiano sono state divise e cedute senza battere ciglio. Il comportamento cambia invece se è un popolo a chiedere di autodeterminarsi, ogni richiesta viene definita illegale, ma andiamo a vedere quanta legalità e rispetto della costituzione c’è nella repubblica italiana.

Cominciamo dall’art. 5 dopo “una e indivisibile” c’è scritto: “riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo …”. Invece ci rendiamo conto che lo stato, in aperta violazione delle norme costituzionali, non solo non promuove le autonomie, anzi oserei dire le ostacola, inoltre è molto carente anche nel decentramento amministrativo, infatti in molti casi ha addirittura un centralismo esagerato e inefficiente! Non solo, ma continua a gestire materie che per costituzione sarebbero di esclusiva competenza regionale, come l’agricoltura e il turismo  (art. 117 comma 4, i relativi ministeri furono addirittura aboliti anche da un referendum nel 1993), come le pari opportunità (art. 117 comma 7), come lo sviluppo economico (art. 117 comma 4, art. 119 comma 5). Questi i casi più evidenti ed eclatanti, ma sono tantissime le materie di competenza regionale gestite illegalmente dallo stato, con la colpevole complicità di corte costituzionale e capo dello stato!

Andiamo a vedere ora come comincia l’articolo 119 della Costituzione del ’48: “Le Regioni hanno autonomia finanziaria….” e andiamo vedere com’è stato modificato nel 2001: “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa”. È incredibile! Il cosiddetto “federalismo fiscale” è in costituzione da quasi 70 anni! E nessuno lo ha mai attuato, e poi ci vengono a parlare di legalità. Alcuni partiti ne hanno fatto una bandiera, ma dovrebbero solo far applicare la costituzione!!

Purtroppo il primo ostacolo all’applicazione della Costituzione è proprio la Corte Costituzionale, ai vecchi parrucconi della corte bisognerebbe spiegare che non siamo più negli anni ’40 del secolo scorso e che il centralismo fascista/comunista oramai è superato.

Possiamo concludere che l’Italia non è un paese fondato sul lavoro, ma sull’illegalità, praticata e promossa dai più alti organi istituzionali, pertanto ci troviamo di fronte a un regime di illegalità istituzionalizzata!

Come risolvere la questione? Unica soluzione: indipendenza subito!

Francesco Falezza

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Lug 03

Prendo spunto dalla notizia apparsa sul sole 24 ore qualche giorno fa: “Sbarchi, 12mila arrivi in 48 ore. Mattarella: situazione ingestibile.”

Adesso cercano di scaricare il problema sull’Europa, minacciano di chiudere i porti, ma la responsabilità di quando sta accadendo è soprattutto italiana. È vero che la situazione è ingestibile, ma era facilmente prevedibile, io l’avevo scritto più di due anni fa, l’ho ribadito un anno dopo, l’ho approfondito dopo sei mesi e lo riscrivo ora, perché veramente non se ne può più di questa tratta di essere umani , di questa deportazione di massa e di tutte le disgrazie conseguenti.

La prima cosa da chiarire è che andare a prenderli a poche miglia dalla costa africana e portarli in albergo in Italia o in Europa significa solo incentivare e promuovere l’esodo, che di conseguenza, sarà sempre più imponente e sempre più ingestibile! Vuol dire che sempre di più tenteranno la sorte in traversate impossibili sperando in un miracoloso, quanto improbabile salvataggio.

Ora andiamo a vedere quali sono i soggetti che vanno a prenderli, li chiamano volontari, ma visto che sono pagati è corretto chiamarli mercenari. Ce ne sono di diversi tipi, che vanno  dalla guardia costiera, alle unità dell’agenzia europea Frontex, ai mezzi militari dell’operazione Eunavfor Med e della Marina Militare, fino alle O.N.G., le Organizzazioni Non Governative, che spendono un sacco di soldi e non si sa chi le finanzia. Tutti questi e i loro mandanti sono i veri responsabili di tutti questi morti e disgrazie, sono quelli che incentivano e promuovono questo esodo, perché più gente porteranno a destinazione, per effetto del passa parola, più gente partirà e, ovviamente, sempre più gente morirà. Tutto questo è talmente ovvio che quasi quasi mi vergogno a scriverlo, ma vista la disinformazione dilagante è sempre meglio specificarlo.

L’Italia adesso fa la voce grossa con l’Europa, ma le soluzioni proposte non possono che peggiorare la situazione; infatti il governo italiano vuole più soldi per andare a prenderli per poi sbolognare i migranti in Europa, ma, a quanto pare, i governanti europei non sono così fessi da cascarci, staremo a vedere. È ovvio che questa soluzione non farebbe altro che incrementare il flusso di migranti e conseguentemente il magna magna e i guadagni sulla pelle di questa povera gente. Abbiamo anche visto che si sono aperte diverse indagini penali su queste ONG per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma non se ne sa più nulla, insabbiate?

Ma come mai il governo italiano, dopo il salvataggio, non vuole portarli da dove sono partiti? La scusa ufficiale è perché sulla costa africana non esistono posti sicuri (ma ci credete voi?), io penso invece che è perché non si vuole fermare questo flusso migratorio! È evidente che se si comincia a portarli indietro non partirebbe più nessuno. Solo il tempo che si sparga la voce e nessuno pagherebbe più i trafficanti per fare un viaggio di andata e ritorno, nessuno intraprenderebbe viaggi rischiosi sapendo già che andrà a finire col ritorno a casa. L’eventuale verifica dello status di profugo si può benissimo fare in terra africana o no?

Ovviamente contemporaneamente la comunità internazionale dovrebbe darsi da fare per risolvere i problemi che attanagliano l’Africa e non solo per destabilizzarla e portarle via le materie prime, ma di questo non parla quasi nessuno.

Ci vogliono far credere che non è possibile trovare un luogo sicuro sulla costa africana dove riportare i migranti salvati e quelli che sbarcano sulle isole più vicine alla costa libica? Ma vi pare possibile? Non c’è solo la Libia esistono tanti altri paesi con i quali si possono stringere accordi e poi non ci hanno detto che almeno mezza Libia è controllata da un governo filo europeo?

Cominciamo col riconoscere i veri mandanti e promotori di questo flusso! Proviamo ad  individuare chi, non solo non fa nulla per fermare l’esodo, ma anzi continua a fare e proporre azioni che non fanno altro che incentivare e aumentare questo fenomeno migratorio. Il primo colpevole è il governo italiano coi partiti che lo sostengono, in primis il PD, ma anche Forza Italia che, non appena il governo è in difficoltà, fornisce il proprio sostegno.

E la misericordia dove la mettiamo? La misericordia va usata quando produce un beneficio, non un danno come in questo caso. Ci sono delle categorie di persone che non possono e non devono usare la misericordia perché produrrebbe solo danno. I medici misericordiosi, per esempio, portano il paziente alla tomba, dice un saggio proverbio, perché se la ferita non viene pulita e disinfettata bene certamente s’infetterà, i giudici non possono e non devono essere misericordiosi, ma giusti , ne severi e ne buoni, ma giusti. Anche i politici non dovrebbero essere misericordiosi, ma perseguire il bene comune senza se e senza ma, con un giusto equilibrio tra interessi locai e globali, e in questo senso e in questa logica dovrebbe essere presa la decisione di fermare questo flusso.

C’è qualche politico che si pone queste domande? Cosa facciamo fare a queste persone senza specializzazione quando sono qui? Visto che le fabbriche delocalizzano, il fenomeno dell’automazione e dell’informatizzazione unito alla crisi economica riducono  drasticamente i posti di lavoro e l’età pensionabile è aumentata bloccando di fatto il turn over. Dove li facciamo lavorare? Dove sono i post di lavoro? Dove troveranno i soldi i servizi sociali per assistere tutte queste persone dato che il debito e la spesa pubblica sono già alle stelle e insostenibili? Che futuro diamo a queste persone? Che possibilità di integrazione c’è, visto che hanno una concezione della religione, della donna, della famiglia, dello stato e della vita che è come quella che avevamo noi nel medioevo? Abbiamo continui esempi da stati europei e non solo, che figli di terza generazione di immigrati non si sono ancora integrati, questo genera emarginazione, frustrazione e disadattamento che sfociano inevitabilmente nella violenza! Ci rendiamo conto che si sta creando tutto questo? Ci rendiamo che si sta producendo un mare di infelicità e di problemi?

Per queste ragioni non è possibile accogliere tutte queste persone. Arrivano convinti di migliorare il tenore di vita, ma cosa faranno quando scopriranno che l’eldorado non esiste, che un lavoro dignitoso non si trova e che i soldi dei servizi sociali per mantenerli sono a termine e fra poco non ci saranno più? O si vuole creare un’enorme richiesta di lavoro per abbassare ancore le paghe e i diritti sociali dei nostri lavoratori? Aiutiamoli seriamente a casa loro e così faremo veramente il loro e il nostro bene, il loro e il nostro interesse.

Le mille culture e diversità del mondo sono così belle e così preziose, preserviamole! Ognuna sul proprio territorio. Cerchiamo di non rovinare tutto, fermiamo queste deportazioni, fermiamo questo crimine contro l’umanità!

Francesco Falezza

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Ott 17

È meglio parlare in anticipo del referendum costituzionale del 4 dicembre, così per schiarirci un po’ le idee vista la gigantesca disinformazione che circonda questo argomento, anche perché in questo tipo di referendum non c’è quorum e l’astensione equivale solo ad avvantaggiare i SI, in questo caso la protesta è solo un pretesto, se uno vi invita ad astenervi e solo per avere un NO in meno e far vincere i SI. Anche se non volete occuparvi di politica, la politica si occuperà di voi comunque, pertanto facciamo questo piccolo sforzo d’informarsi e capire cos’è veramente questa riforma che i “poteri forti” ci vogliono imporre a tutti i costi.

Dobbiamo sapere che questo riordino istituzionale è stato proposto da un governo frutto di due ribaltoni e un inciucio, così almeno si chiamavano una volta i capovolgimenti di schieramento e gli accordi che tradivano la volontà degli elettori espressa dalle votazioni. Ma uno potrebbe obiettare che questa legge è stata votata dal parlamento… vero, ma cosa ha detto la Corte Costituzionale? Con sentenza n. 1/2014, il “porcellum”, cioè la legge elettorale con la quale è stato eletto questo parlamento, è stato dichiarato incostituzionale per violazione degli artt. 3, 48, 56 e 58 Cost. In sostanza il voto, in forza di tale legge elettorale, non è più stato espletato dai cittadini in modo eguale, diretto, libero e personale.

Ci rendiamo conto? Un parlamento delegittimato si è permesso di fare riforme strutturali che hanno inciso pesantemente sulle nostre vite(lavoro, pensioni, sanità) e adesso, addirittura, ci vuole imporre le modifica della costituzione! Ma una persona con un minimo di onestà e di senso della legalità come può approvare una simile riforma? Non pensate che solo persone ciniche, disoneste e prive di ogni senso di legalità potevano proporre una cosa simile, e non credete che solo persone di questa specie possano approvarle? Roba da non credere, solo in Italia si poteva arrivare a un livello di illegalità talmente esagerato, o no?

Sono troppo duro nel giudizio? Mi sembra che le cose che ho detto siano così semplici, evidenti e risapute. Si può obiettare che queste cose qualcuno potrebbe anche non saperle, ma se non le sa significa che è un ignorante... e allora solo disonesti e/o ignoranti possono votare SI a questa riforma? Giudicate voi, ma la cosa mi sembra abbastanza evidente.

Se entriamo nel merito il giudizio non può che peggiorare. Toglie quasi tutti i poteri al senato , che viene formato da amministratori locali, ma non toglie neanche un privilegio ne ai deputati ne a nessun altro!! Così per un risparmio ridicolo diminuisce la democrazia perché questi nuovi senatori non vengono eletti dal popolo, ma dai consigli regionali! Aumenta il centralismo e abbinata alla legge elettorale in vigore, che prevede il premio di maggioranza, aumenterà anche l’autoritarismo e il partitismo. Se le cose rimarranno così il capo del partito vincitore, diventerà presidente del consiglio e avrà nominato buona parte dei deputati della maggioranza e gli altri eletti saranno quelli appoggiati dal partito. Tutto questo in mancanza di bilanciamenti di potere perché la costituzione in vigore è stata scritta per il bicameralismo proporzionale! A cosa serve tutto questo? Per poter tenere il potere anche se calano i consensi, per continuare a mantenere i privilegi e far pagare al popolo tutti loro debiti!

Ma hanno detto che cambieranno la legge elettorale… non penso che lo faranno, ma anche se lo facessero non abbiamo alcuna garanzia che poi resterà così, perché potrà sempre essere cambiata e manipolata successivamente, così come tutte le promesse e regalie che fioccano dal governo in questo periodo: servono solo per abbindolare la gente e convincerla a votar si, ma dopo il 4 dicembre si rimangeranno tutto, come al solito, e a noi toccherà pagare i nuovi debiti.

Dicono che bisogna cambiare, ma non ci dicono che la Costituzione italiana è già stata cambiata nel 2001, anche con l’approvazione del popolo sovrano! Ma nonostante siano passati 15 anni nessuno l’ha applicata o fatta applicare concretamente! Eppure quella riforma avvicinava il potere ai cittadini, riequilibrava i poteri e aumentava la democrazia! Ma siccome va ad intaccare i poteri e gli equilibri costituiti, ecco che, dopo tanto tempo che giace praticamente inapplicata, stanno cercando di eliminare quelle modifiche e vogliono farci tornare indietro raccontandoci che questo è il vero cambiamento!! Incredibile, con il NO si cambia con il SI si torna indietro!

Cosa succederà se vincerà il no? Ci vogliono far credere chissà quale disastro per convincerci a votare si a tutti i costi, ma invece se vincerà il no vincerà la democrazia! Forse saranno costretti a fare l’unica cosa che avrebbero dovuto fare fin da subito! Cioè applicare la costituzione in vigore e andare a votare con una legge proporzionale (sperando che la Corte Costituzionale Italiana bocci la legge elettorale “Italicum” che è peggio del “Porcellum”), così ci sarà un parlamento finalmente rappresentativo di tutti, legale e legittimato a fare tutte quelle riforme, anche costituzionali, che si riterranno necessarie e che dovranno essere di larghe intese. Per la governabilità non ci saranno problemi  perché si farà un governo di unità nazionale con il compito di supportare il parlamento nelle riforme.

Spero di aver chiarito qualche dubbio e di essere riuscito a spiegare i rischi che questa riforma ci fa correre, ma  se saremo in tanti ad esprimere un NO deciso e convinto possiamo fermarla.

Francesco Falezza

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Set 05

Chi e cosa c’è dietro?

Come previsto nei miei precedenti interventi, il fenomeno migratorio dall’Africa verso l’Europa continua ad aumentare, questa volta, però, anche per non essere ripetitivo, volevo fare un po’ di “dietrologia” sulle vere cause che lo determinano.

Spero che oramai non ci sia quasi più nessuno così ingenuo da credere alle panzane che radio e Tv raccontano sull’immigrazione e spero che non ci sia più nessuno tanto sprovveduto da pensare che il fenomeno migratorio a cui stiamo assistendo sia spontaneo e diretta conseguenza di conflitti.

I conflitti in Africa e in Asia ci sono sempre stati, sia in tempi recenti che lontani, ma non abbiamo mai assistito a un simile fenomeno, i campi profughi (allora si chiamavano sfollati) venivano allestiti in zone sicure il più vicino possibile alla zone di guerra e appena cessato il conflitto tutti tornavano nelle proprie case per ricostruire e ricominciare a vivere.

Adesso ci raccontano che questo non succede più, ci vogliono far credere che chi ha avuto distrutta la casa o si trova in una situazione di pericolo pensa: “Adesso attraverso il deserto e il mare par andare in Europa”, ma vi pare possibile? Ci fanno sentire anche le interviste di quei rari profughi in mezzo ai tanti clandestini per darcela da bere. Pensate che sia realistico che valanghe di persone partano per attraversare deserti, monti e mari se dietro non ci fosse una potentissima organizzazione? È evidente che no! Ripeto evidente che dietro questo flusso c’è che qualcuno che lo organizza. Se è evidente che questo fenomeno migratorio non è spontaneo e che c’è qualcuno che lo promuove e lo predispone, cercheremo di capire chi è e perché lo fa.

Anche perché questo soggetto gode di grandi appoggi presso i governanti europei, fateci caso, non si investe per rendere umane le condizioni di vita nei campi profughi, non si fa nulla per evitare e sedare i conflitti (anzi abbiamo continue notizie di infiltrati occidentali che vanno a fomentarli) e non si fa nulla per limitare lo sfruttamento dei loro territori, non solo, ma si va a prelevare i migranti a poche miglia dalla costa africana per portarli in albergo, senza nessuna efficace distinzione tra profughi e clandestini. Tutto questo è una evidente promozione e aiuto a chi organizza e promuove questi flussi migratori.

La propaganda di regime sostiene che quanto appena espresso è disinformazione, ma, fateci caso, non dice mai perché! Ovviamente perché non può dirlo, quanto appena scritto non è altro quello che sta accadendo.

Non vi siete mai chiesti perché, una volta salvati, non vengono portati nel posto più vicino, ma sempre in Europa a centinaia e migliaia di chilometri di distanza? Come mai fanno accordi di ogni tipo con Tunisia, Libia e Egitto, ma di riportare a terra i naufraghi e i migranti non se ne parla? Ovviamente perché se i salvati dai naufragi venissero riportati dove sono partiti, non partirebbe più nessuno, o no?

Ci raccontano che questo è disumano, mentre indurre tanta gente a rischiare la vita e morire in mare questo sarebbe umano? Paesi come la Svizzera e l’Australia sono disumani visto che applicano queste semplici regole? No, sono paesi civili!

Poi, quali prospettive offriamo a queste persone che in massima parte sono attirate qui dal benessere europeo? Il primo pensiero di un governante dovrebbe essere la preoccupazione di dare un futuro e una collocazione a queste persone, non è possibile far venire una marea di genti senza avere la minima idea di cosa faranno. Sappiamo che hanno culture troppo diverse dalle nostre, hanno una concezione della religione, della società e della donna molto arcaiche, ciò rende difficilissima, se non impossibile, una concreta integrazione sia per loro, che per le generazioni future e sappiamo che la mancata integrazione porta a disadattamento e frustrazione che generano violenza, come ne abbiamo avuto ampia dimostrazione da quanto successo in Francia.

Non solo, ma cosa gli facciamo fare? Che lavoro? Ci troviamo di fronte a tre fenomeni 1) la crisi economica aggravata dal debito pubblico, 2) l’informatizzazione e l’automazione agricola e industriale, 3) la delocalizzazione che fa sì che molte fabbriche portino la produzione all’estero. Visto che tutto questo sta portando a una drastica riduzione dei posti di lavoro, come potranno trovare una seria collocazione tutte queste persone?

In pratica queste persone vengono trapiantate in un ambiente culturale in cui non si adatteranno mai e che, per la maggior parte, non le offrirà nemmeno quella tranquillità e quel benessere economico che cercano: tutto questo, che ci viene fatto passare per aiuto e solidarietà, genererà solo incredibili problemi sociali e un modo di infelicità.

Io mi chiedo… ma chi può essere che provoca, organizza e promuove tutto questo? Non è semplice capirlo, proveremo a fare alcune ipotesi.

Tra le motivazioni che ci potrebbero essere c’è quella di voler creare un eccesso di manodopera disposta a tutto per abbassare il costo del lavoro e ridurre ancora di più i diritti dei lavoratori, in parole povere questi sarebbero i nuovi schiavi del terzo millennio! Probabilmente il ragionamento di chi organizza questa deportazione di massa si basa sul fatto di avere più manodopera a basso prezzo così da ottenere più produzione a basso costo. Ovviamente un simile ragionamento non sta in piedi perché se abbasso gli stipendi dei lavoratori chi poi comprerà quello che produco? A quanto pare i grandi economisti che governano il mondo non sono capaci di fare un ragionamento tanto semplice e ovvio.

È altrettanto ovvio che le masse povere sono più facili da condizionare e controllare che non quelle benestanti, che si voglia impoverire e destabilizzare l’Europa per poterla condizionare e controllare meglio?

Pensate come gira al contrario il mondo, invece di esportare il benessere e lo sviluppo europeo, si importa miseria! Invece di esportare il modello europeo di libertà, di tutela del lavoro e di sviluppo sostenibile si importa sfruttamento e speculazione.

La diretta conseguenza di tutto questo sarà un ulteriore aggravamento della crisi e una ulteriore riduzione dei servizi e degli aiuti sociali.

Ovviamente tutto sta in piedi basandosi sul buonismo e l’ingenuità della gente che recepisce le notizie senza analizzarle, approfondirle e soprattutto verificarle!!

La soluzione? Basta Europa degli stati, delle banche e delle multinazionali, ma dei popoli e delle nazioni e poi esportiamo questo modello a tutto il mondo!!

È più facile a dirsi che a farsi, ma cominciamo dal nostro piccolo: indipendenza e libertà del popolo veneto subito!!

 

Francesco Falezza

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