Francesco

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L'autonomia è un'astuta bugia!


Dal 2001 la costituzione ha messo le regioni sullo stesso piano dello stato devolvendo un sacco di materie (art. 114 e seguenti) anche ribadendo e consolidando l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa, che era già in costituzione dal ’48! (art. 119) Forse non sapete che il  cosiddetto "federalismo fiscale” è in costituzione da quasi 20 anni!! I trasferimenti dello stato sono incostituzionali!!

Dal 2001 si sono alternati nei governi sia la destra (con la Lega) che la sinistra e nessuno, ripeto nessuno, ha mai applicato il dettato costituzionale, ma quali ulteriori forme di autonomia? (art. 116) Se non hanno mai nemmeno assegnato alle regioni quello già previsto!! (art.117)

Adesso tutti costoro ci vengono a dire che vogliono e che faranno l’autonomia, ma c’è ancora qualcuno che gli crede? Va bene essere ingenui e creduloni… ma se vent’anni non sono bastati, voi pensate che faranno tutto adesso? Ma ci credete davvero? Non siete stanchi di farvi prendere in giro?

E le regioni cosa hanno fatto? Solo qualche leggina e qualche ricorso qua e là. Forse non era il caso di fare conferenze stampa a raffica, spiegare ai cittadini che siamo di fronte a una illegalità istituzionalizzata praticata dalle più alte cariche dello stato, corte costituzionale compresa?

Sono passati più di mille giorni dal referendum sull’autonomia senza alcun risultato e senza nessun’altra iniziativa, niente! Abbiamo capito che l’autonomia è solo un’astuta bugia per prendere voti e ingannare l’elettore!

Ma come potete pensare che partiti nazionali italiani (Lega, Pd, FI, 5 Stelle, FdI, IV ecc. ecc.) possano togliere soldi al bilancio centrale e rinunciare a tante mangerie per lasciarli dove vengono prodotti? Non mi pare il caso di continuare a chiedere l’autonomia, perché, chi lo fa o è un povero ingenuo o vi sta prendendo in giro!

Viste le condizioni economiche e il debito della repubblica italiana è impensabile che partiti nazionali italiani concedano alle regioni o a particolari territori qualsiasi forma di autonomia, solo se noi li obbligheremo succederà!

Solo se un partito indipendentista, come il nostro, prenderà forza, forse otterremo qualcosa, per questo ci siamo, unico baluardo e unica speranza per l’autogoverno, per la democrazia e per la libertà del nostro popolo!

 Alle prossime elezioni regionali Vota Partito dei Veneti e, se sei residente in provincia di Verona, scrivi Falezza!

Ciao, grazie per l’attenzione

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Io dico NO!

12 Settembre 2020
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Come avrete ben capito, sto parlando del referendum  costituzionale sulla riduzione dei parlamentari. È un tema scomodo e, come candidato alle regionali, dovrei lasciar perdere per opportunismo politico, perché parlando rischio solo di perdere qualche voto. Ma non posso, preferisco fornire qualche notizia in più in modo che il voto sia il più possibile consapevole e ragionato.

 

La tentazione di votare SI è forte, solo per il fatto di lasciare a casa quattro cialtroni! Però, ragionandoci su e andando a vedere le conseguenze della forte riduzione dei parlamentari, ho capito che sotto, sotto, alla fine c’era la solita fregatura.

 

La prima conseguenza sarebbe che, per nuove forze politiche, sarebbe quasi impossibile riuscire ad entrare in parlamento e così si tolgono dalle scatole possibili nuovi futuri rompiballe. La seconda, ancora più grave della prima, sarà impossibile o quasi impossibile per i partiti territoriali avere una rappresentanza in parlamento, e cosìsi tolgono dalle scatole i rappresentanti del territorio, soprattutto quelli del nostro territorio. Le riforme di contorno di cui si parla (sbarramento al 5% o maggioritario) completano il quadro di cambiamenti che vanno contro la rappresentatività dei cittadini, cioè invece di avvicinare la politica ai cittadini la allontanano!! E sono tutti d’accordo!

 

La riduzione dei parlamentari è l’esca avvelenata per indurre i cittadini a votare si, il vero scopo è togliersi dalle scatole possibili nuovi futuri rompiballe e togliere rappresentanza ai territori. Dopo aver eliminato le preferenze, dopo aver fatto collegi uninominali e liste bloccate senza primarie, adesso ci propinano un sostanziale taglio di democrazia e l’allontanamento ancora di più della politica dal territorio.

 

Andiamo a vedere quanto si risparmierebbe: ci dicono che 345 parlamentari costano 300.000 € al giorno, allora 300 mila euro x 365 giorni fa 109.500.000 € di costo annuale, diviso 60.000.000 (abitanti italia) fa € 1,80 a testa all’anno, cioè per l'equivalente di un caffè corretto all'anno rinunciamo alla rappresentanza politica dei nostri territori ed a una bella fetta di democrazia... Se proprio volevano ridurre le spese potevano dimezzare i super stipendioni e lasciar stare il numero dei parlamentari e quindi la rappresentanza democratica.

 

Devo dire che i cittadini, finora, si sono mostrati molto intelligenti nei referendum costituzionali, approvando le riforme buone (quella del 2001) e bocciando Devolution (2006) e quella di Renzi (2016). Entrambe accentravano potere ed erano pericolose per la democrazia. Non so se poi il voto sia stato sempre consapevole al 100%, comunque è il risultato quello che conta, speriamo che sia così anche questa volta e che prevalga la democrazia e pertanto i NO.

Francesco Falezza

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Fuoco Amico

09 Settembre 2020
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Ultimamente, dando uno sguardo sui social, ho notato alcune pesanti critiche al Partito dei Veneti o a qualche suo candidato; nonostante che questo partito avesse rinunciato ad una comoda e sicura “carega”, che sarebbe sicuramente arrivata, se si fosse presentato in coalizione. Invece ha scelto di andare da solo, per avere le mani libere e poter portare avanti il programma senza vincoli e poter far qualcosa di concreto dopo l’immobilismo che c’è stato a seguito del referendum sull’autonomia.

 

Eppure ha messo insieme 10 movimenti, eppure è l’unico che può smuovere un po’ le acque! Si certo, c’è ancora molta strada da fare: lo statuto, la costituente… tutti step già previsti e che verranno subito dopo le elezioni, ma almeno aspettiamo quelli prima di criticare, vediamo il prodotto finito e poi semmai critichiamo.

 

Quello che più fa male, ma che crea anche qualche sospetto, è che le critiche non vengono dal mondo tradizionale della politica, ma da sedicenti indipendentisti puri, cioè quelle persone che più dovrebbero rallegrarsi per la presenza di questo partito.

 

Certo ci sono quelli che covano rancore per qualche torto subito in passato, ma i nostri ideali di libertà non dovrebbero essere superiori e più forti del desiderio di rivalsa e di vendetta? Personalmente ho messo il passato in un cassetto e cerco di guardare al futuro, i nostri ideali e obiettivi sono più nobili e importanti! Solo una persona abietta può cercare di danneggiare un progetto così importante per il nostro popolo solo per motivi di rivincita personale. Attaccando una persona non è che si danneggia solo quella persona, ma il progetto nella sua globalità, pensateci bene prima di farlo. Piuttosto, se un candidato non vi piace, invece di attaccarlo, datevi da fare per appoggiarne un altro che invece incontra le vostre preferenze.

 

Poi ci sono i manipolatori di opinione, cosiddetti influencer, ma io preferisco chiamarli deviatori. Cioè quelle persone che agiscono sui social o sui media con l’incarico di indirizzare (deviare) l’opinione di gruppi di persone. Fateci caso, il Partito dei Veneti è il bersaglio preferito di questi personaggi… perché? Perché questo partito fa paura al sistema, è l’unica novità in queste elezioni dove il risultato è già scritto! È facile screditare e instillare il dubbio, sputtanare e sminuire gli sforzi fatti e le persone. Un consiglio, prima di credere alla cieca a chi spara cavolate sui media è sempre meglio verificare la notizia, chiedere riscontri, sentire anche altre campane, non fidarsi ciecamente solo perché uno parla bene o alza la voce.

 

Ci sono, poi, i manipolati, che io chiamo deviati, persone che, in buona fede, abbindolati dai “deviatori” o “influencer”, come dei pappagalli, ripetono a raffica i discorsi dei manipolatori sui social e dappertutto dove ne hanno occasione. Non c’è verso di impostare un ragionamento ripetono frasi fatte e slogan e non accettano il confronto. Bisogna riconoscere che il lavaggio del cervello è stato fatto egregiamente, con questi non si ragiona, sanno già tutto loro.

 

Altra spina nel fianco sono gli ingenui utopisti. Se non si fa esattamente come dicono loro, se non si segue la (loro idea di) perfezione, non sono disposti ad accordarti la loro fiducia, non solo, ma spesso continuano a criticare. È vero, bisogna tendere alla perfezione ed ai sani princìpi, però farsi la guerra prima di raggiungere l’obiettivo non è molto logico. Sarebbe come se i partigiani si fossero fatti la guerra tra loro per questioni ideologiche prima di liberarsi dall’occupazione nazista, non è logico, non ha senso, così non avrebbero mai sconfitto i nazisti! Prima ci si libera, poi si discute sul da farsi, inutile dividersi su decisioni che prenderanno altri! Le questioni di principio è giusto porle quando si dovrà decidere, non adesso che le decisioni le prendono altri! Questo denota una scarsa intelligenza politica, fattore molto diffuso tra le genti venete.

 

Infine abbiamo gli astensionisti che, per combattere il sistema, la più grande cosa che sanno fare è astenersi… facendo la cosa che più piace al sistema, stare a casa (non per il Covid, ma quando c’è da votare), affinché nulla cambi. Questa è un’altra piaga che produce molti danni, se la marea di astensionisti votasse compatta un partito come il nostro le cose cambierebbero in fretta, ma finora non è mai successo. Purtroppo ci sono persone che pagano tasse e tributi, pagano il canone RAI, osservano le leggi, si comportano scrupolosamente come la TV ordina e… quando è ora di votare, quando potrebbero finalmente far valere i loro diritti, quando potrebbero finalmente determinare qualche cambiamento al sistema marcio in cui ci troviamo… ecco, mettono in atto la loro feroce protesta astenendosi e facendo decidere ad altri il loro destino.

 

Spero che nessuno tra i lettori di queste righe appartenga a una delle categorie di cui ho scritto sopra, per il resto, non ci rimane che sperare nell’intelligenza e nella consapevolezza dell’elettore e dell’elettorato in generale, auspicando che, una volta tanto, la superficialità venga lasciata da parte e che si abbia un voto veramente informato.

 Cordiali saluti.

 Francesco Falezza

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Ho detto sì

01 Settembre 2020
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Buongiorno, è un po’ che non scrivo, ero in attesa che il processo di unità politica veneta si completasse e che quei tasselli che mancavano andassero a posto, ma inaspettatamente mi hanno proposto di candidarmi alle prossime elezioni regionali per il Partito dei Veneti, con la conseguenza che non potevo più attendere, ma dovevo dire sì o no.

Devo dire la verità, non ne avevo l’intenzione, ma ho pensato che fare è meglio di non fare e agire è meglio che stare fermi e allora ho detto sì. Ho detto si perché penso di poter dare il mio contributo al processo di unificazione politica dei veneti e dare una mano alla realizzazione di questo sogno.

È vero che in Catalogna gli indipendentisti sono divisi in più partiti (comunque molti meno dei nostri), ma è altrettanto vero che i numeri che abbiamo non ci permettono ancora questo lusso, dobbiamo cercare di rimanere uniti almeno finché non raggiungeremo la massa critica.

Ho accettato la candidatura anche perché penso di poter dare un contributo positivo alla progettualità e all’indirizzo che questo partito prenderà dopo queste elezioni. Queste sono elezioni dal risultato scontato, ma nonostante  questo, non meno importanti. Infatti solo se il nostro partito prenderà molti voti e i candidati indipendentisti molte preferenze, ecco, solo in questo caso si muoverà qualcosa, solo in questo caso è probabile che qualche competenza passi finalmente in capo alla nostre regione, che qualche riforma venga consentita, ed è anche per questo che ho accettato la candidatura. Spero di portare, se voi mi darete fiducia, un buon numero di voti alla causa che ci permetterà di centrare l’obiettivo. Se invece saranno le liste dei soliti partiti nazionali italiani a prendere voti (Lega, FDI, FI, PD, 5 stelle, ecc. ecc.) oppure quelle delle liste autonomiste civetta è facile prevedere che non cambierà nulla.

Queste elezioni presentano inoltre una grande novità che si chiama voto disgiunto. Cioè è possibile votare una lista diversa dallo schieramento del candidato presidente che si è scelto. Se uno volesse votare Zaia o Lorenzoni, potrebbe benissimo farlo facendo una croce sul nome del candidato presidente e contemporaneamente  votare anche la lista Partito dei Veneti ed esprimere la sua preferenza scegliendo il candidato consigliere della nostra lista che conosce e di cui si fida. Questa è un’opzione in più che ha l’elettore, è ovvio, che noi auspichiamo un voto coerente, ma anche un voto disgiunto sarebbe un contributo al raggiungimento dei nostri obiettivi. Indispensabile, inoltre, barrare anche il simbolo della lista  perché, se voti solo il simbolo del candidato presidente il voto non si trasmette alla lista collegata, mentre se barri il simbolo della lista il voto si trasmette automaticamente anche al candidato a presidente di regione.

Spero di averti dato delle buone notizie e informazioni utili, in questo periodo ci sentiremo un po’ di più del solito.

Cordiali saluti.

Francesco Falezza

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È partito

17 Aprile 2019
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Come avete ben capito sto parlando del neonato Partito dei Veneti, finalmente dopo tanta attesa è arrivato, o meglio, è partito, dove arriverà lo vedremo in futuro. Alla fine le varie anime dell’indipendentismo veneto hanno trovato un accordo per mettersi insieme.

Abbiamo sempre fatto fatica a capire i contrasti che di volta in volta creavano divisioni, abbiamo sopportato gli errori che poi portavano a spaccature e incomprensioni, ci siamo dati da fare per evitare che accadessero, ma alla fine non ci siamo mai riusciti, ogni volta è sempre capitato che qualcuno o qualcosa rovinasse tutto.

Speriamo che questa sia la volta buona e i presupposti perché lo sia ci sono tutti, ma… e c’è un ma, non bisogna ripetere gli errori del passato, perché, e questo è Einstein che lo dice, è assurdo pensare di fare sempre le stesse cose e aspettarsi risultati diversi.

Allora come prima cosa questo Partito dei Veneti deve essere inclusivo, cioè nessuno di quelli che la pensano allo stesso modo deve rimanerne fuori. Sembra ovvio, se la pensiamo allo stesso modo perché stare divisi? Ci sono vecchie ruggini e torti subiti da una parte o dall’altra da superare, sono d’accordo non è facile, ma ci dobbiamo riuscire.

Ci dobbiamo riuscire perché questa unità politica avrà quella credibilità che permetterà di raggiungere a breve e a medio termine traguardi e obiettivi adesso impensabili.

Ci restituirà quella voglia di fare e di impegnarci adesso latente in molti di noi, ci consentirà di tornare a sperare di avere la possibilità di realizzare concretamente e in tempi brevi i nostri obiettivi.

Quali sono quelle cose che permettono di stare insieme senza litigare? Le regole! È ovvio, è la scoperta dell’acqua calda e lo sanno tutti in una società, in una coppia o in un gruppo se non si vuole litigare ci voglio le regole, regole chiare condivise, rispettate e fatte rispettare a tutti.

Ecco questo nuovo partito se vuole essere inclusivo e non disfarsi alla prima difficoltà o il giorno dopo le elezioni deve avere delle regole, delle regole di ferro per permettere la serena collaborazione di tutti e, soprattutto, a garanzia di tutti.

Le regole, se sono fatte bene, danno le giuste garanzie a tutti e così possono permettere anche il superamento di diffidenze e dubbi che adesso sembrano insormontabili, sono quella cosa indispensabile per completare l’unità politica dei veneti.

Per questo serve una fase costituente subito, non è una perdita di tempo, ma un’azione indispensabile in cui si stabiliscono le regole comuni, i termini e gli obiettivi del progetto politico e il percorso per raggiungerli. Non occorre discutere per mesi come si è fatto in passato, questa fase, se si vuole, può essere anche molto breve, è un percorso tecnico che permette il raggiungimento di importati traguardi politici, ma non è ne eludibile ne rimandabile.

Rimandare questa fase comporta dei rischi che possono portare al fallimento di questa iniziativa. Se ci sono dei problemi è meglio affrontarli e risolverli subito, più si aspetta, peggio sarà.

Capisco che questo possa preoccupare gli attuali dirigenti, perché chi è capo adesso non è detto che lo sarà anche dopo, chi ha il posto in lista assicurato ora potrebbe non averlo assicurato dopo, penso che il principale ostacolo alla fase costituente sia proprio questo, paura di perdere qualcosa.

La realtà è che se non si darà seguito alla costituente le cose che si perderanno saranno molte di più e avere un posto in lista se non ci saranno eletti a cosa serve? Solo a spendere soldi!

Per risolvere questo problema posso suggerire di prevedere lo svolgimento di elezioni primarie per stabilire i candidati delle liste, questo comporterebbe che tutti avrebbero le stesse possibilità di concorrere senza timori di esclusioni, ma non solo, si avrebbe anche la garanzia di mettere in lista i candidati più forti e con più consenso. Nessuno avrebbe il timore di essere escluso a priori.

Come si può vedere, se si vuole, le regole a garanzia di tutti si trovano e l’unità è possibile. Per essere più forti, per essere più credibili è necessaria per raggiungere i nostri obiettivi! Coraggio ce la possiamo fare. Avanti così.

Francesco Falezza

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