Giu 22

Ci troviamo in una situazione un po’ strana, un parlamento che non rappresenta e non ascolta il popolo, almeno questo ci dicono i sondaggi, i partiti che fanno il contrario delle loro promesse elettorali e la gente, a fronte di incredibili aumenti del costo della vita dovuti alle scelte del governo, se ne sta buona, buona  senza protestare.

È arrivato il momento di mandare un segnale. È arrivato il momento di muoversi, in maniera pacifica e democratica, è arrivato il momento di sostenere le nostre proposte, le uniche che ci possono tirar fuori da questa situazione, le uniche che ci possono ridare la nostra libertà e una vera democrazia.

Non sono io l’organizzatore, ma ritengo giusto partecipare tutti, in modo trasversale, a sostegno dell’obiettivo che tutti noi condividiamo, le iniziative, in questo periodo, non sono molte, appoggiamo quelle che ci sono, ci sono diversi percorsi per raggiungere la libertà, non sono in contrato tra loro, sono vie parallele, diamoci una mano tutti e uscire presto dalla melma che si chiama italia!

 

Asolo – Piazza Centrale – sabato 25 giugno 2022 ore 17:30

“MARCIA DEI VENETI PER L’INDIPENDENZA”

Recuperiamo il nostro diritto storico all’indipendenza e alla sovranità della Repubblica Veneta

Usciamo della politiche fallimentari dell’italia e dell’unione europea.

Contro la guerra:  affermiamo la politica Veneta della pace e collaborazione internazionale

 

Francesco Falezza

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Mag 14

 Tra la gestione disastrosa della pandemia (+ morti e + danni economici di tutti gli altri stati) e sanzioni alla Russia che provocheranno una crisi economica e disagi anche peggiori, è prevedibile, a breve o, al massimo, a medio termine, un crollo dei consensi dei partiti che ora siedono in parlamento. Questo succederà nonostante la massiccia disinformazione e propaganda di regime, perché oramai il palese e continuo tentativo di orientare l’opinione pubblica tramite fake news, mistificazioni e censure dei media mainstreams è arrivato a tal punto che anche i più ingenui e sprovveduti se ne sono accorti.In effetti chi oggettivamente e obiettivamente, al di là del proprio orientamento politico, potrà rivotare uno qualsiasi dei partiti presenti ora in parlamento (destra, sinistra, centro, maggioranza od opposizione)? Forse qualcuno talmente ingenuo e disinformato d’aversi bevuto la propaganda dilagante, si certo, aggiungiamo chi, con la politica, ci guadagna… ma il crollo dei voti, oltre ad essere inevitabile è anche facilmente prevedibile! E come l’ho previsto io, l’avranno previsto, già da tempo, gli studiosi di politica del regime che ci opprime, e secondo voi, questi “personaggi”, accetteranno di farsi mettere da parte? Non parlo, ovviamente dei burattini che guidano questi partiti, ma dei burattinai che muovono le fila da dietro le quinte...

In questi casi cosa fanno? Creano la finta alternativa! Una seducente alternativa rivoluzionaria, in perfetta opposizione all’attuale regime, ma che nel caso i soliti partiti perdano il potere, siano pronti a sostituirli con altri che siano sempre manovrati dagli stessi burattinai e allineati al loro volere. Così, dopo un grande cambiamento delle forze politiche ci ritroviamo come prima o forse anche peggio di prima.

Questo è già successo diverse volte, dalla fine di DC e PSI che hanno governato dal dopo guerra fino a circa i primi anni ’90 si sono susseguite le più svariate sigle politiche di destra e di sinistra, che hanno fatto finta di cambiare tutto affinché nulla cambi, anzi le cose che hanno cambiato, hanno peggiorato sensibilmente la situazione: sempre meno democrazia, meno rispetto della Costituzione, sempre meno libertà di informazione, sempre più controlli e meno libertà e diritti per i cittadini!

Il problema sarà distinguere le forze politiche di autentico cambiamento e di buoni intenti da quelle sponsorizzate sottobanco dai burattinai di regime, perché, in queste operazioni sono molto bravi e riescono anche a servirsi di persone oneste che agiscono per loro senza rendersene conto, rendendo così difficilissimo distinguere il buono dal cattivo, la forza politica onesta da quella corrotta o manovrata.

Ma c’è un sistema infallibile per avere la certezza di non sbagliare, l’indipendentismo Veneto! Sì, anche qua ci sono le liste civetta, ma hanno connotazioni autonomiste, l’indipendentismo è l’unico vero cambiamento possibile e non di facciata. È l’unico che può evitare ai burattinai di continuare a manovrare da dietro le quinte e che può dare quelle risposte che i cittadini aspettano da tanto.

Ma anche l’indipendentismo ha dei problemi che, infine, si riducono a due principali e cioè la mancanza di unità e progettualità politica… risolti questi non ce n’è più per nessuno!!

Francesco Falezza

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Apr 23

Capire

Written by
in Idee

Nelle democrazie il potere più forte non è il legislativo, l’esecutivo o quello giudiziario, ma l’informazione, perché attraverso l’informazione, opportunamente indirizzata, si riescono a controllare e indirizzare le masse dei cittadini, e, se ci fate caso, l’informazione è sottratta al controllo democratico.

Chi comanda nelle (pseudo) democrazie? Chi controlla l’informazione! Possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che senza una informazione corretta, libera e indipendente non ci si trova in un sistema democratico e libero. Infatti il nostro cervello funziona come un elaboratore elettronico e per fornire ragionamenti e risposte corrette ha bisogno che i dati inseriti siano giusti, se inseriamo dati errati o distorti il risultato sarà sbagliato e/o alterato. Se io conosco come funziona l’elaboratore o nel caso di un essere umano, conosco come funziona il ragionamento, so bene quali dati inserire per ottenere la risposta desiderata. Questo è quello che succede nelle pseudo democrazie (come la nostra): attraverso un’informazione a senso unico vengono fornite notizie più o meno pilotate per indurre e provocare la reazione desiderata nella maggior parte della gente, non serve convincere e/o condizionare tutti, ma è sufficiente la maggioranza, perché, in democrazia, è la maggioranza che comanda, anzi tollerare delle piccole opposizioni fa bene al sistema perché serve a convincere le masse che ci troviamo in un sistema libero e non in un regime.

 Altra cosa di cui si deve occupare l’informazione di regime è quella di evitare il pensiero critico, cioè il ragionamento individuale libero! Per questo, fateci caso, tendono a nascondere o ad offuscare il fatto accaduto e vengono fornite opinioni preconfezionate nelle quali ci si deve riconoscere. Per esempio se si tratta di spiegare e parlare di una determinata legge in approvazione nel parlamento, non ti fanno vedere il testo e te lo spiegano, (così ti faresti una tua idea), ma ti fanno sentire l’opinione di tizio, caio e sempronio così non potrai fare nessun ragionamento, non esprimerai nessuna idea, ma potrai solo conformarti alle idee espresse da tizio, caio o sempronio, che ovviamente saranno tutte funzionali al sistema.

 Altro problema che deve affrontare l’informazione di regime sono le menti e i pensatori liberi, perché questi pongono domande, sollevano dubbi, verificano se le notizie sono vere, si informano, controllano i dati dalle fonti e questo può minare la credibilità dell’informazione mainstream, non solo, ma con questi non ci si può nemmeno confrontare e/o discutere, per due grossi motivi, primo perché spesso hanno ragione e da un dibattito aperto questo salterebbe fuori e, secondo, ma non meno importante, il dibattito “fuori dallo schema” prestabilito stimola il ragionamento e lo sviluppo di un pensiero libero e indipendente nello spettatore, cosa che non può essere assolutamente tollerata. Allora entra in gioco la “demonizzazione” dell’oppositore al pensiero unico imposto, qualsiasi contestazione, ma anche qualsiasi semplice dubbio viene catalogato come assurdo, improponibile, irragionevole e insensato. Facciamo qualche esempio: se uno solleva qualche dubbio sull’efficacia e sicurezza di un “certo vaccino”, anche se scienziato di fama, diventa subito un “NO-VAX”, se uno è pacifista e contrario all’invio di armi diventa subito un “PUTINIANO”, se uno mette in dubbio la correttezza di qualche provvedimento governativo e/o ha qualche sospetto di corruzione su qualche acquisto anomalo allora diventa subito “COMPLOTTISTA”, se infine uno mette in dubbio le notizie e i dogmi dispensati dall’informazione di regime ecco che diventa subito tutte e tre le cose insieme e anche TERRAPIATTISTA!!

 Ma se invece di accettare passivamente le opinioni che ci (tele)trasmettono cominciamo a ragionarci un po’ su capiamo all’istante della propaganda e delle assurdità che ci dicono, tipo: l’invio di armi è pace, accendere il condizionatore è guerra, un bar code obbligatorio per poter muoversi è libertà! Meglio spegnere  la TV e accendere il cervello!

 Francesco Falezza

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Giu 22

 

Ogni regime ha bisogno di auto legittimarsi ed auto incensarsi per esercitare il proprio potere e la propria forza, specialmente quando non ce l’ha. Ci hanno raccontato spesso delle varie storie che le dittature comuniste e nazi/fasciste hanno inventato nel passato per avere e mantenere il potere, noi, dall’alto del nostro sapere pensiamo e ci chiediamo: “Ma come hanno potuto credere le genti a simili fandonie?”

 

Allora, veniamo a noi, al cosiddetto periodo storico chiamato “Risorgimento”, un nome che quasi richiama a un Rinascimento Bis, ma è stato proprio una rinascita o addirittura una risurrezione? Ce la raccontano giusta o è solo propaganda? Le cose sono andate come ce le raccontano e come studiamo sui libri di storia? Per capire dobbiamo attenerci ai fatti, lasciar perdere retorica e propaganda di regime! I fatti e la situazione reale in cui si è trovata la popolazione ci possono far capire cosa è stato per il popolo Veneto e per i nostri avi quel periodo.

 

Situazione politica: Il popolo Veneto prima del risorgimento era organizzato in una repubblica e godeva di una situazione economica di benessere, poi, dopo la conquista, la devastazione e la sanguinosa repressione di Napoleone delle insurrezioni con le relative razzie di ricchezze e opere d’arte, si ritrovò sotto un impero prima e un monarchia dopo. Da repubblica avanzata e illuminata d’Europa, dove trovavano rifugio scienziati e artisti perseguitati altrove, siamo regrediti a sudditi di imperatore e re, con una illusione di democrazia che non si è ancora realizzata compiutamente nei nostri giorni.

 

Guerre: Le cosiddette guerre d’indipendenza, non sono state altro che dei tentativi di conquista del lombardo veneto! In quel periodo i giovani veneti facevano il servizio di leva nell’esercito e nella marina austriaca, combatterono valorosamente sconfiggendo le truppe italiane a Lissa e a Custoza. I prigionieri veneti, alla fine delle ostilità, non furono liberati, ma lasciati morire di stenti nelle carceri piemontesi, colpevoli di aver fatto il loro dovere.

 

Situazione economica: La principale risorsa economica della repubblica Veneta era il commercio, con al perdita dell’indipendenza e la sottomissione all’impero d’Austria prima e al Regno d’Italia poi, perse ambasciatori e rappresentanti all’estero e così la possibilità di commerciare in sicurezza. A questo segui la famosa tassa sul macinato istituita per ripagare i debiti delle guerre italiane, e questo impoverì e affamò ancora di più la popolazione veneta.

 

Emigrazione: La crisi economica scatenata dall’invasione italiana e la mancanza di speranza di risolvere la questione a breve, determinò una forte emigrazione verso l’estero, in particolare le Americhe. In più ondate circa la metà della popolazione veneta abbandonò la propria terra.

 

Come possiamo ben vedere il cosiddetto risorgimento non comportò alcuna rinascita, ma fu un disastro su tutti i fronti. Ci portò guerre, distruzione economica, miseria, fame e problemi sociali che portarono molta gente ad abbandonare la nostra terra. Invece la propaganda di regime ce lo fa vedere come un periodo di grandi conquiste sociali e democratiche, quando invece abbiamo visto benissimo cos’è stato per noi veramente!

 

Pertanto chiamiamolo col suo vero nome: DECADIMENTO!

Francesco Falezza

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Giu 04

 

Si potrebbe dire: c’era una volta la destra e la sinistra. C’era una destra teoricamente più orientata al liberismo e una sinistra orientata al socialismo e comunismo. Una destra che rappresentava il ceto medio benestante e una sinistra che rappresentava la classe operaia e i ceti sociali più deboli. Almeno sulla carta era così, ma adesso cosa sono diventate queste due identità? Andiamo a vedere e analizzare la realtà odierna:

 

La sinistra italiana negli ultimi anni si è resa responsabile di una drastica riduzione dei diritti dei lavoratori, ha notevolmente innalzato l’età pensionabile e ridotto drasticamente l’assegno pensionistico, si è resa corresponsabile di enormi tagli ai servizi sociali e sanitari, ha alimentato e favorito una massiccia immigrazione incontrollata con la conseguenza di un aggravio della spesa sociale e successiva riduzione dei servizi a discapito delle classi e persone più disagiate. Non solo, in conseguenza a questo, ha creato e sta creando una notevole quantità di forza lavoro che, non trovando sbocchi, sarà costretta ad accettare condizioni di lavoro sotto pagate e vessatorie e facile preda dello sfruttamento, dell’illegalità e della criminalità. Non ha fatto nulla per eliminare la corruzione e lo spreco di denaro pubblico, niente per far funzionare la giustizia e la libera informazione. Possiamo affermare, senza paura di sbagliare, che un dittatore schiavista, non avrebbe saputo fare di peggio.

 

Spostiamoci un po’ verso destra e andiamo a vedere i grillini cos’hanno combinato: qua siamo al paradosso, cioè hanno fatto esattamente e puntualmente il contrario di quanto hanno sempre predicato. Da NOTAV a TAV, da NOVAX a VAX, da NOEURO a EURO, da no clandestinità a porti aperti, da no indagati a no condannati a... valutiamo la situazione, da due mandati a forse qualcuno in più, per non parlare delle promesse su giustizia, lavoro, sicurezza, economia e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo condito da una buona dose di pressapochismo, qualunquismo, inesperienza e incapacità.

 

Continuiamo col nostro percorso e una menzione speciale la merita la Lega ex Indipendenza della Padania e diventata ora la Lega di sottomissione all’italiana repubblica, un’inversione di rotta di 180°, ciò che era male adesso è bene e quello che era bene adesso è male. L’indipendenza non è stata retrocessa a federalismo, ma regredita a illusione di autonomia che… si farà forse e quando si potrà.

 

Certo tutte queste sono scelte politiche legittime anche se contrarie alla storia, ai programmi e ai principi dei partiti che le hanno portate avanti fino a ieri, ma quello che mi stupisce di più è la reazione dell’elettorato: mi sarei aspettato dei risultati da prefisso telefonico per questi movimenti, va bene, aggiungiamoci pure tutti i parassiti che vivono alle spalle del potere, ma sicuramente non arriviamo ai numeri che ci dicono i sondaggi. Addirittura la Lega non solo non ha perso il vecchio elettorato, ma ne ha acquisito di nuovo, pensate che conosco diversi indipendentisti Veneti che la votano e lo dichiarano apertamente! Mi viene da pensare: “Ma la gente è consapevole di cosa vota?”

 

Continuando con il paradosso della politica italiana a destra troviamo una maggior tutela delle classi più disagiate e dei diritti di lavoratori e imprese, ovviamente adesso, ma siccome li abbiamo già visti al potere, sappiamo che si tratta solo del solito teatrino della politica di opposizione, ma se e quando andranno al governo saranno ben allineati e coperti in coerenza coi provvedimenti presi finora dai governanti italiani.

 

Altro paradosso della politica italiana è la tutela delle diversità, in Europa e nel mondo è la sinistra la paladina della tutela e rispetto delle diversità, siano esse di ordine sessuale, etnico o culturale! Ma per quella italiana le diversità degne di rispetto sono solo quelle straniere non di certo quelle italiche. Se i Tibetani, i Curdi, i Ceceni, i popoli Africani  ecc. ecc. reclamano la loro libertà sono vittime che vanno aiutate, se lo fanno i Veneti, i Sardi o i Siciliani sono egoisti che vanno repressi e, se possibile, anche incarcerati! In Europa gli indipendentisti, come quelli Catalani, Baschi, Scozzesi ecc. ecc. sono principalmente  orientati a sinistra, proprio per la tutela delle diversità, invece la sinistra italiana è pure nazionalista e quando il socialismo incontra il nazionalismo non da origine a delle belle cose, la storia dovrebbe avercelo insegnato. Colgo l’occasione per un accenno all’Europa che critica tanto Russia, Egitto, Cina e Turchia per la repressione di popoli e oppositori politici, mentre tollera, anzi approva, il processo e la carcerazione per motivazioni politiche di indipendentisti catalani e veneti! A destra, al contrario, continuando nel capovolgimento politico italiano, dicono di volere l’autonomia e rispettare le diversità dei popoli che abitano la penisola italica, ma, sarò sincero, io non ci credo perché finora l’hanno dimostrato solo a parole.

 

Concludendo le diciture destra e sinistra non hanno più senso, non indicano più niente, sono solo categorie che appartengono al passato prive di significato col solo scopo di abbindolare elettori legati affettivamente all’una o all’altra parte; infatti adesso sono quasi tutti nell’ammucchiata di governo, una volta si chiamava inciucio, se vi domandate perché, io vi dico che penso che sia solo per spartirsi il “Recovery Found”, della serie “Franza o Spagna purché se magna!”

 

Unica salvezza? Libertà per il popolo Veneto!

Francesco Falezza

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