Idee e Notizie
Set 05

Chi e cosa c’è dietro?

Come previsto nei miei precedenti interventi, il fenomeno migratorio dall’Africa verso l’Europa continua ad aumentare, questa volta, però, anche per non essere ripetitivo, volevo fare un po’ di “dietrologia” sulle vere cause che lo determinano.

Spero che oramai non ci sia quasi più nessuno così ingenuo da credere alle panzane che radio e Tv raccontano sull’immigrazione e spero che non ci sia più nessuno tanto sprovveduto da pensare che il fenomeno migratorio a cui stiamo assistendo sia spontaneo e diretta conseguenza di conflitti.

I conflitti in Africa e in Asia ci sono sempre stati, sia in tempi recenti che lontani, ma non abbiamo mai assistito a un simile fenomeno, i campi profughi (allora si chiamavano sfollati) venivano allestiti in zone sicure il più vicino possibile alla zone di guerra e appena cessato il conflitto tutti tornavano nelle proprie case per ricostruire e ricominciare a vivere.

Adesso ci raccontano che questo non succede più, ci vogliono far credere che chi ha avuto distrutta la casa o si trova in una situazione di pericolo pensa: “Adesso attraverso il deserto e il mare par andare in Europa”, ma vi pare possibile? Ci fanno sentire anche le interviste di quei rari profughi in mezzo ai tanti clandestini per darcela da bere. Pensate che sia realistico che valanghe di persone partano per attraversare deserti, monti e mari se dietro non ci fosse una potentissima organizzazione? È evidente che no! Ripeto evidente che dietro questo flusso c’è che qualcuno che lo organizza. Se è evidente che questo fenomeno migratorio non è spontaneo e che c’è qualcuno che lo promuove e lo predispone, cercheremo di capire chi è e perché lo fa.

Anche perché questo soggetto gode di grandi appoggi presso i governanti europei, fateci caso, non si investe per rendere umane le condizioni di vita nei campi profughi, non si fa nulla per evitare e sedare i conflitti (anzi abbiamo continue notizie di infiltrati occidentali che vanno a fomentarli) e non si fa nulla per limitare lo sfruttamento dei loro territori, non solo, ma si va a prelevare i migranti a poche miglia dalla costa africana per portarli in albergo, senza nessuna efficace distinzione tra profughi e clandestini. Tutto questo è una evidente promozione e aiuto a chi organizza e promuove questi flussi migratori.

La propaganda di regime sostiene che quanto appena espresso è disinformazione, ma, fateci caso, non dice mai perché! Ovviamente perché non può dirlo, quanto appena scritto non è altro quello che sta accadendo.

Non vi siete mai chiesti perché, una volta salvati, non vengono portati nel posto più vicino, ma sempre in Europa a centinaia e migliaia di chilometri di distanza? Come mai fanno accordi di ogni tipo con Tunisia, Libia e Egitto, ma di riportare a terra i naufraghi e i migranti non se ne parla? Ovviamente perché se i salvati dai naufragi venissero riportati dove sono partiti, non partirebbe più nessuno, o no?

Ci raccontano che questo è disumano, mentre indurre tanta gente a rischiare la vita e morire in mare questo sarebbe umano? Paesi come la Svizzera e l’Australia sono disumani visto che applicano queste semplici regole? No, sono paesi civili!

Poi, quali prospettive offriamo a queste persone che in massima parte sono attirate qui dal benessere europeo? Il primo pensiero di un governante dovrebbe essere la preoccupazione di dare un futuro e una collocazione a queste persone, non è possibile far venire una marea di genti senza avere la minima idea di cosa faranno. Sappiamo che hanno culture troppo diverse dalle nostre, hanno una concezione della religione, della società e della donna molto arcaiche, ciò rende difficilissima, se non impossibile, una concreta integrazione sia per loro, che per le generazioni future e sappiamo che la mancata integrazione porta a disadattamento e frustrazione che generano violenza, come ne abbiamo avuto ampia dimostrazione da quanto successo in Francia.

Non solo, ma cosa gli facciamo fare? Che lavoro? Ci troviamo di fronte a tre fenomeni 1) la crisi economica aggravata dal debito pubblico, 2) l’informatizzazione e l’automazione agricola e industriale, 3) la delocalizzazione che fa sì che molte fabbriche portino la produzione all’estero. Visto che tutto questo sta portando a una drastica riduzione dei posti di lavoro, come potranno trovare una seria collocazione tutte queste persone?

In pratica queste persone vengono trapiantate in un ambiente culturale in cui non si adatteranno mai e che, per la maggior parte, non le offrirà nemmeno quella tranquillità e quel benessere economico che cercano: tutto questo, che ci viene fatto passare per aiuto e solidarietà, genererà solo incredibili problemi sociali e un modo di infelicità.

Io mi chiedo… ma chi può essere che provoca, organizza e promuove tutto questo? Non è semplice capirlo, proveremo a fare alcune ipotesi.

Tra le motivazioni che ci potrebbero essere c’è quella di voler creare un eccesso di manodopera disposta a tutto per abbassare il costo del lavoro e ridurre ancora di più i diritti dei lavoratori, in parole povere questi sarebbero i nuovi schiavi del terzo millennio! Probabilmente il ragionamento di chi organizza questa deportazione di massa si basa sul fatto di avere più manodopera a basso prezzo così da ottenere più produzione a basso costo. Ovviamente un simile ragionamento non sta in piedi perché se abbasso gli stipendi dei lavoratori chi poi comprerà quello che produco? A quanto pare i grandi economisti che governano il mondo non sono capaci di fare un ragionamento tanto semplice e ovvio.

È altrettanto ovvio che le masse povere sono più facili da condizionare e controllare che non quelle benestanti, che si voglia impoverire e destabilizzare l’Europa per poterla condizionare e controllare meglio?

Pensate come gira al contrario il mondo, invece di esportare il benessere e lo sviluppo europeo, si importa miseria! Invece di esportare il modello europeo di libertà, di tutela del lavoro e di sviluppo sostenibile si importa sfruttamento e speculazione.

La diretta conseguenza di tutto questo sarà un ulteriore aggravamento della crisi e una ulteriore riduzione dei servizi e degli aiuti sociali.

Ovviamente tutto sta in piedi basandosi sul buonismo e l’ingenuità della gente che recepisce le notizie senza analizzarle, approfondirle e soprattutto verificarle!!

La soluzione? Basta Europa degli stati, delle banche e delle multinazionali, ma dei popoli e delle nazioni e poi esportiamo questo modello a tutto il mondo!!

È più facile a dirsi che a farsi, ma cominciamo dal nostro piccolo: indipendenza e libertà del popolo veneto subito!!

 

Francesco Falezza

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Mag 28

Assassini

Written by
in Idee

Assassini che si fanno passare per benefattori

 Poniamoci la domanda del perché i migranti che tentano di attraversare il mare sono in continuo aumento, le tensioni e le guerre sono diminuite e i migranti aumentano! Significa che le due cose non sono direttamente correlate.

Invece da quando si è iniziato ad andare a prelevare i migranti  e portarli a destinazione il flusso è aumentato in modo esponenziale. Ovviamente appena si è sparsa la voce che basta lanciare un SOS, anche a poche miglia dalla costa di partenza, per essere prelevati e portati in Europa un sacco di persone hanno deciso di rischiare.

Pertanto, senza ombra di dubbio, questa sciagurata politica migratoria, è la causa di tutte questi morti in mare! È ovvio che bisogna soccorrerli e altrettanto ovvio che bisogna salvarli, ma, per evitare che si ripetano continue stragi, bisogna riportarli dove sono partiti! Così, non appena si spargerà la voce, nessuno tenterà la traversata sapendo che poi verrà riportato indietro! L’eventuale identificazione si deve svolgere in territorio africano.

Lo avevo già scritto più di un anno fa e, ovviamente, come ampiamente previsto la situazione continua a peggiorare, questi sono atti di criminalità politica.

Continuare ad andare a prelevarli e portarli a destinazione comporta che sempre di più tenteranno la traversata e sempre di più moriranno in mare. Il fenomeno è aumentato e continuerà ad aumentare, così come i disastri e le morti. A noi ci raccontano che li vanno a salvare, quando invece mettono in atto una politica assassina, una specie di istigazione a rischiare la vita per cercare un Eldorado che non c’è.

Ma andiamo a vedere le prospettive che hanno questi migranti: come faranno a trovare lavoro con gli alti tassi di disoccupazione che ci sono in Europa? La crisi economica è ben lontana dalla soluzione, le aziende continuano a delocalizzare all’estero e i pensionamenti sono stati allungati, pertanto i posti di lavoro sono in continua diminuzione.

Non solo, i servizi sociali sono già al collasso e, a causa dell’enorme debito degli stati, le spese e pertanto i servizi, dovranno essere ridotti! Il risultato? Non ce ne sarà più per nessuno. È semplicemente assurdo emigrare da un continente come l’Africa ricchissimo di risorse naturali e scarsamente popolato, per venire in Europa, un continente praticamente privo di risorse naturali e super affollato!!

Chi va a prelevare tutti questi migranti deve porsi il problema della collocazione e delle prospettive che avranno tutte queste risorse, cosa faranno visti i presupposti?

Cosa c’è dietro questa operazione? Si vuole creare un surplus di manodopera per abbassare ancora le retribuzioni e i diritti dei lavoratori?

Questa folle politica assassina che preleva migranti in mare a sud per deportarli e mandarli a nord sta distruggendo l’unità Europea e il trattato di Schengen, non so se ce ne stiamo rendendo conto.

La soluzione a questo problema è relativamente semplice, ma nessuno è disposto a metterla in pratica. L’occidente ha destabilizzato e sfruttato l’Africa per i propri tornaconti senza pensare alle conseguenze e stiamo ancora continuando su questa strada!

Stabilizzare le aree e permettere livelli di benessere dignitosi in quei luoghi è la prima cosa, offrire una prospettiva nei loro territori e non continuare a depredare le loro risorse, creare i campi di sfollati in luoghi sicuri il più vicino possibile alle loro case, per poi farli rientrare e aiutarli a ricostruire non appena finito il conflitto.

Un politico serio dovrebbe porsi tutte queste domande e trovare una soluzione, invece continuare a istigare e promuovere traversate suicide, significa essere colpevoli per tutte questi morti, in poche parole significa essere criminali politici, questa è la chiara dimostrazione che si può essere criminali anche senza compiere nessun reato per il codice penale.

Francesco Falezza

Mag 07

Il Veneto ha una produttività e uno sviluppo industriale superiore a quello del Giappone. Per capire, basti pensare che la produzione industriale della sola provincia di Vicenza è superiore a quella di tutta la Grecia.

Il Veneto ha una densità demografica altissima e il livello di tassazione è uguale, se non superiore, a quello dei paesi scandinavi.

Il risultato che ne consegue è un territorio molto inquinato, con difficoltà di spostamento e servizi essenziali scadenti.

Però né il Giappone né i paesi scandinavi sono ridotti così! Come mai?

Perché se ci muoviamo con l’auto siamo sempre in coda? Perché i camion delle nostre fabbriche impiegano così tanto a consegnare i materiali? Perché, nonostante i contributi versati la pensione sarà così bassa e dobbiamo farne una integrativa? Perché non ci sono aiuti per le nostre aziende in questo momento di crisi? Perché se prenotiamo una visita medica specialistica all’USL dobbiamo aspettare mesi oppure pagarci tutto da soli? Perché per trovare una piscina coperta dobbiamo fare tanti chilometri? Perché il servizio scolastico è sempre carente e mancano soldi sia per attività alternative che per quelle essenziali? Perché gli insegnanti sono sempre pochi per coprire i posti e il tempo pieno non si può fare? Perché per un processo sia penale, che civile bisogna aspettare così tanto? Perché se abbiamo un malato grave in casa è quasi tutto sulle nostre spalle? Perché, in caso di vera necessità, i servizi sociali possono fare così poco?

Va bene, speriamo tutti di non averne mai bisogno, ma la dura legge della vita, prima o poi, ci metterà di fronte alla realtà e per questo conviene pensarci prima.

Possiamo vedere che, già nel Trentino, nonostante tutti i loro problemi, va già molto meglio che dalle nostre parti, se poi andiamo a vedere i servizi che sono attivi in paesi come il Giappone, oppure la Svezia vediamo che la tutela sociale e gli aiuti garantiscono una buona sicurezza e un ottima qualità della vita, non solo, ma le imprese riescono ad operare nel migliore dei modi.

Ma se noi lavoriamo e produciamo più di loro e se paghiamo tasse più di loro come mai da noi non è così come da loro? Dov’è che abbiamo sbagliato? Noi abbiamo sempre pensato a lavorare, ma dove sono finiti e dove vanno oggi i nostri soldi?

Ma allora perché anche noi non chiediamo che i nostri soldi rimangano sul nostro territorio come succede da tutte le altri parti di Europa?

Perché altrimenti ci dicono che siamo razzisti ed egoisti! E noi ci crediamo e vogliamo dimostrare che non è vero e per questo ci guardiamo bene dal chiedere ciò che ci spetta!

Il Veneto è la regione con più associazioni di volontariato, con il maggior numero di donatori di sangue e di organi, in parole povere, è la regione che dimostra e sottolineo dimostra la più alta solidarietà, ebbene, a fronte di questo, come ci dipingono? Come il gretto ed egoista Veneto che pensa solo a lavorare e a far soldi! Ma lo fanno così bene, ce lo dicono così convinti, che alla fine ci crediamo per davvero!

Signori, adesso è venuto il momento di dire basta a questa colossale presa in giro, la globalizzazione in atto e la nuova realtà economica fatta di import selvaggio e delocalizzazione produttiva non ci permettono di scherzare ancora sul nostro futuro.

Veramente siete convinti che lasciare andare il frutto del nostro lavoro nelle mani del governo centrale comporti un vero aiuto a chi ne ha bisogno? Non siamo ridicoli! Lasciare andare i nostri soldi significa solo alimentare lo spreco di denaro pubblico e rendere impossibile ogni controllo!

Pertanto chiediamolo con determinazione, è un nostro diritto, ma è anche un nostro dovere, diciamo basta a sprechi e disservizi, il Veneto deve diventare indipendente, come Slovacchia, Montenegro, Slovenia, Kosovo, ecc. ecc.……. 

Buoni si ……… fessi no!

Apr 15

Mi chiedo e molti si chiedono se ha senso nel terzo millennio, nel nuovo mondo globalizzato, in piena crisi economica parlare ancora di identità e popolo Veneto, di stato Veneto libero e indipendente?

Molti mi rispondono che, vista la corruzione, l’inefficienza e gli sprechi dello stato italiano… il quale non rispetta nemmeno la propria costituzione (art.114 e seguenti) ed è governato da una maggioranza relativa che si ritiene al di sopra e al di fuori delle leggi e delle regole (vedi “pastroci” elettorali)… in definitiva… non solo ha senso parlare di stato Veneto indipendente, ma l’indipendenza è una cosa assolutamente necessaria!

Altri mi dicono che lo stato italiano nei 150 anni della sua breve storia ci ha portato crisi economiche una dietro l’altra, che hanno provocato disperazione ed emigrazioni di massa, ha provocato due guerre mondiali, si è reso responsabile, in nome e per conto di quella bandiera, di deportazioni e leggi razziali ….per cui non solo ha senso parlare di autodeterminazione del popolo Veneto, ma l’indipendenza è una cosa assolutamente necessaria!!

Ma, voglio dire, al di là dell’inevitabile marciume italiano, avrebbe senso comunque parlare di indipendenza dello stato Veneto?

E qua, per la risposta, è necessario vedere che tipo di mondo vogliamo... se vogliamo il mondo della cultura unica e del pensiero unico globale, dell’uniforme e dell’uniformità, dell’omogeneo e dell’omologato …. se vogliamo che il grigiore della massificazione del pensiero e della cultura sia il nostro futuro … allora, in questo caso, non ha senso parlare di cultura e indipendenza veneta…

Se invece pensiamo che le differenze culturali, siano come le differenze di temperatura, cioè energia vitale e necessaria, se ci piace un mondo dai mille colori, dove ogni colore è un popolo con la propria cultura, con la propria storia, col proprio stato… bello perché diverso dagli altri … e queste “biodiversità” ci piacciono e ci fanno capire quando grande e bella sia l’umanità e vogliamo preservarle, per quanto possibile… Bene! Allora, non solo ha senso parlare di autodeterminazione del popolo Veneto, ma l’indipendenza è una cosa assolutamente necessaria!!

Ma, ammesso tutto questo, venendo al tasto più delicato, ha senso dal punto di vista economico parlare di indipendenza Veneta?

Se diamo uno sguardo ai “vecchi” stati, di stampo napoleonico, nei secoli scorsi, con dazi alle dogane e commercio possibile solo all’interno dei propri confini.. vediamo che erano costretti, per trovare sbocchi commerciali, a cercare continuamente di espandere i propri confini e a cercare nuove colonie da sfruttare….. con la conseguenza che le guerre, per motivi economici, erano all’ordine del giorno… adesso, invece, con la globalizzazione e la libertà di circolazione delle merci e delle persone, il rischio di guerre economiche è fortemente diminuito, ma i “vecchi” stati, come l’Italia, grandi carrozzoni burocratici, contenitori di realtà fortemente eterogenee e diversificate…. non riescono a dare le risposte, agli imprenditori e ai lavoratori, che la competizione economica globale richiede, mentre gli stati più piccoli, culturalmente ed economicamente omogenei, stanno risorgendo, noi, invece, rischiamo il fallimento e la bancarotta, pertanto non solo ha senso parlare di autodeterminazione del popolo Veneto, ma l’indipendenza è una cosa assolutamente necessaria!!